Ok Consiglio Onu a risoluzione su Sudan e Sud Sudan, possibili sanzioni

New York (New York, Usa), 2 mag. (LaPresse/AP) - Il Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite ha approvato all'unanimità una risoluzione che minaccia sanzioni non militari contro Sudan e Sud Sudan se i due Paesi africani, tra cui da settimane sono salite le tensioni al confine, non metteranno fine all'escalation di violenza e non torneranno al tavolo delle negoziazioni. A votare a favore del documento, che sostiene la road map per la pace dell'Unione africana, sono stati anche Russia e Cina, quest'ultima principale acquirente di petrolio da entrambi i Paesi africani.

IL CONTENUTO DEL DOCUMENTO. Il Consiglio di sicurezza aveva già approvato a marzo e aprile delle dichiarazioni presidenziali non vincolanti con il sostegno di tutti i 15 membri, esprimendo preoccupazioni per l'aumento delle violenze. Ma il documento approvato oggi è legalmente vincolante e va oltre, dichiarando che "la prevalente situazione lungo il confine tra Sudan e Sudan Sudan costituisce una serie minaccia alla pace e alla sicurezza internazionali". Agendo sotto il Capitolo 7 della Carta dell'Onu, che riguarda questo tipo di minacce, il documento ordina ai due Paesi africani di fermare immediatamente le azioni di ostilità, compresi i raid aerei, entro 48 ore dall'adozione della risoluzione. Da allora i governo di Juba e Karthum dovranno "ritirare in modo incondizionato" tutte le forze dalla propria parte del confine, non nascondere più i ribelli e riprendere i negoziati condotti dall'Unione africana entro due settimane, ossia entro il 16 maggio.

La risoluzione, che condanna anche i movimenti incessanti delle truppe, l'attacco del Sud Sudan sulla città di Heglig e i raid aerei dell'esercito di Karthum sul Sud, chiede inoltre che entro tre mesi, ossia il 2 agosto, siano conclusi i negoziati su questioni chiave come i pagamenti del petrolio, lo status dei cittadini che vivono nell'altro Paese, la risoluzione del problema delle aree di confine contese, la demarcazione delle frontiere, l'accordo sullo status della regione dell'Abyei. Se queste negoziazioni non raggiungeranno un accordo su nessun punto entro tre mesi, la risoluzione chiede al segretario generale dell'Onu, Ban Ki-moon, in consultazione con l'Unione africana, di avanzare proposte dettagliate su tutte le questioni ancora pendenti entro il mese seguente. Il Consiglio ha quindi espresso l'intenzione "di prendere ulteriori appropriate misure", sotto l'articolo 41 della Carta, che autorizzano sanzioni non militari come il congelamento dei beni e divieti di viaggio, se i due Paesi non rispetteranno la road map dell'Ua e le indicazioni della risoluzione. Russia e Cina hanno aggiunto che "le misure aggiuntive" saranno prese "se necessario".

LE REAZIONI. Diverse le reazioni dei due Paesi africani alla notizia dell'approvazione del documento. Il governo del Sud Sudan ha voluto garantire un "impegno solenne" a rispettare la risoluzione, dicendosi, attraverso il ministro degli Affari di Gabinetto Deng Alor, "già impegnato nella cessazione delle ostilità e nella ripresa dei negoziati". Riserve invece dal Sudan. L'ambasciatore di Karthum all'Onu, Daffa-Alla Elhag Ali Osman, ha commentato sostenendo che la pace potrà essere possibile solo se il Sud Sudan fermerà "tutte le forme di sostegno e rifugio ai gruppi ribelli armati" e ha lamentato il fatto che il documento approvato non stabilisca una tempistica per lo stop al sostegno dei gruppi ribelli. Osman ha criticato anche il fatto che, attraverso la risoluzione, il Consiglio minaccia sanzioni, benché esse non siano parte della road map dell'Unione africana.

CINA: CAUTI SU SANZIONI, MA PREOCCUPATI. Soddisfazioni dai Paesi membri del Consiglio di sicurezza. La Cina, ha dichiarato l'ambasciatore all'Onu Li Baodong, è "sempre cauta sull'utilizzo delle sanzioni", ma ha sostenuto la risoluzione, poiché è "profondamente preoccupata" per il deterioramento delle relazioni tra i due Paesi africani. La comunità internazionale, ha proseguito il diplomatico, deve tuttavia "trattenersi dall'interferire negli sforzi di mediazione dell'Unione africana e di altri Paesi della regione", visione appoggiata dall'ambasciatore del Sudan all'Onu. "La Cina - ha detto Li - ha sempre sostenuto che la comunità internazionale debba tenere una posizione oggettiva, imparziale e bilanciata sul Sudan".

USA: SI RISCHIA GUERRA SU LARGA SCALA. L'ambasciatrice statunitense Susan Rice ha lodato il sostegno "forte e unanime" per il piano di pace dell'Unione africana, definendolo "l'ultima via attraverso cui un ulteriore conflitto possa essere evitato". Le tensioni tra le due nazioni africane, ha avvertito la Rice, "è sul punto di diventare una guerra su larga scala" ed entrambi i Paesi "stanno per tornare agli orrori del passato e portare l'intera regione con sé".

Ricerca

Le notizie del giorno