Olafur Eliasson a Milano, nuovo progetto Fondazione Trussardi

Lme

Milano, 11 dic. (askanews) - Elafur Eliasson più Fondazione Nicola Trussardi più Massimiliano Gioni più Milano nei giorni della Art Week (e pure più i mattoncini LEGO). Per chi si interessa ai temi dell'arte contemporanea si tratta di ingredienti perfetti per costituire una grande ricetta. La fondazione diretta da Beatrice Trussardi, in concomitanza della presentazione a New York del palinsesto della settimana dell'arte milanese che ruota intorno alla fiera miart, ha annunciato infatti "The collectivity project", un'installazione site-specific partecipativa di Eliasson curata da Gioni, da martedì 14 aprile a domenica 3 maggio 2020. Un'opera che vuole dare vita, nello spirito del lavoro dell'artista danese-islandese, a un paesaggio urbano immaginario, ideato e costruito dal pubblico e che verrà realizzata in un luogo pubblico, simbolo della città di Milano, che sarà svelato all'inizio del 2020.

Dopo "A Friend", l'imponente intervento su scala urbanistica concepito per i due caselli daziari di Porta Venezia dall'artista ghanese Ibrahim Mahama nel 2019, e "Sacrilege", la gigantesca installazione gonfiabile del celebre artista britannico Jeremy Deller - che nel 2018 ricostruiva in scala 1:1 nel parco delle sculture di CityLife il sito archeologico di Stonehenge - la Fondazione Nicola Trussardi ha invitato Olafur Eliasson a realizzare per la settimana dell'arte uno dei suoi progetti partecipativi più noti.

Con "The collectivity project" l'artista invita il pubblico a progettare, costruire e ricostruire un immenso paesaggio immaginario, una città in costante formazione ed evoluzione realizzata utilizzando oltre due tonnellate di mattoncini LEGO bianchi messi a disposizione di tutti i passanti su grandi tavoli appositamente allestiti nello spazio pubblico. Come spesso accade con le installazioni di Olafur Eliasson, "The collectivity project" genera un luogo per la conversazione e lo scambio tra le persone, dando vita a una grande opera collettiva che da un lato racchiude una visione utopistica del nostro futuro e dall'altro riflette concretamente sui recenti sviluppi e le continue trasformazioni del tessuto urbano della città di Milano e di altre grandi metropoli contemporanee.

"The collectivity project" è stato realizzato per la prima volta a Tirana nel 2005 e poi installato a Oslo nel 2006, a Copenaghen nel 2008 e a New York nel 2015.