Olimpiadi: Campriani, 'da allenatore rifugiati ho scoperto bellezza condivisione, felice per Madhi e Luna'

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Roma, 9 giu. – (Adnkronos) – "Dopo aver passato la mia vita da atleta per lo più in solitudine e con i tappi alle orecchie da allenatore della squadra di rifugiati ho scoperto la bellezza della condivisione. Quando ho detto a Madhi Yovari e Luna Solomon che sarebbero andati alle Olimpiadi ero più felice di quando ho conquistato io la mia prima qualificazione a 5 cerchi". La leggenda del tiro a segno Niccolò Campriani commenta così all'Adnkronos la sua esperienza da allenatore del Refugee Olympic Team.

"Sono davvero soddisfatto di questa esperienza che consiglio a tutti gli ex atleti perché dà grandi soddisfazioni e ti arricchisce a livello umano -aggiunge Campriani-. Io non so cosa mi riserverà il futuro, non so se proseguirò questo impegno che ha occupato gran parte del mio tempo libero negli ultimi due anni, visto che ho già il mio lavoro al Cio come Senior Intelligence Manager ma è stata un'esperienza positiva sotto tutti i punti di vista".

"Questo progetto inizia nel marzo 2019 -ricorda il 3 volte campione olimpico nella carabina-. Ho seguito tre ragazzi, oltre a Luna che è una ragazza eritrea rifugiata in Svizzera e a Madhi, ragazzo afghano che gareggerà per il suo Paese d'orogine e non nella squadra dei rifugiati, ho seguito anche Kaola, ragazza di origine siriane che purtroppo a Tokyo non ci sarà ma è la legge dello sport. Cercheremo di vivere l'esperienza olimpica nel modo più positivo possibile".

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