Olimpiadi: Cheerleader nordcoreana applaude gli americani. Le compagne non gradiscono

Guai ad applaudire gli avversari, alla faccia del barone De Coubertin. Peggio ancora se gli avversari sono americani, cioè gli amici giurati del proprio Paese. Lo sa bene una cheerleader nordcoreana presente in questi giorni a Pyeongchang per i Giochi Olimpici invernali.

Le cheerleader fanno ufficialmente parte della delegazione della Corea del Nord a Pyeongchang e l’altro giorno erano al palazzetto del ghiaccio dove si stavano esibendo le coppie del pattinaggio artistico. Sul ghiaccio c’è, appunto, la coppia americana e sappiamo benissimo come siano tesi i rapporti tra gli USA e la Corea del Nord di Kim Jong-un.

A un certo punto una delle ragazze nordcoreane non riesce a trattenersi e applaude alla performance degli americani. Un gesto istintivo, sportivo, ma che scatena la reazione della cheerleader vicino a lei. Questa, come immortalato dalla tv giapponese, prima dà una gomitata alla compagna, poi si piega a dirle nell’orecchio quello che appare essere un rimprovero. “Cosa stai facendo?” le dice.

La ragazza potrebbe essere accusata di alto tradimento dal regime di Pyongyang, oppure potrebbe essere graziata.

Sì, perché ora la giovane cheerleader rischia grosso. Secondo molti, infatti, lei potrebbe subire una rappresaglia da parte del regime di Kim Jong-un una volta rientrata in Patria, perché la ragazza potrebbe essere accusata di alto tradimento dal regime di Pyongyang, oppure potrebbe essere graziata. E, comunque, il ruolo delle cheerleader nordcoreane sta provocando molte polemiche.

Come scriveva l’altro giorno Il Post, infatti, “è difficile non notarle sulle tribune, principalmente per la loro precisione e l’aspetto impeccabile. Secondo i racconti dei profughi nordcoreani, quella precisione non è accidentale: le cheerleader sarebbero scelte sulla base di controlli molto rigorosi e dovrebbero soddisfare criteri molto stretti per quanto riguarda l’aspetto. Una delle più famose è Ri Sol-ju, diventata cheerleader a 16 anni, e che poi ha spostato Kim Jong-un”.