Olimpiadi: Malagò, 'a Roma aria diversa ma potesi ormai tramontata'

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Roma, 28 lug. (Adnkronos) – "Quando si può pensare ad una Roma olimpica? Per me non è un argomento che può riguardare uno della mia generazione. Quello che succederà tra 20-30-40 anni non sono in grado di prevederlo. Nel breve-medio termine è assolitamente un'ipotesi tramontata". Lo ha detto Giovanni Malagò, presidente del Coni, in occasione della presentazione dello studio di Confcommercio sui grandi eventi a Roma, parlando della possibilità che Roma prima o poi torni a essere candidabile alle Olimpiadi. "Il Cio gioca con grande anticipo sulle Olimpiadi estive ed è già impegnato fino al 2032 con l'Australia, per il 2036 si mormora che un grande Paese, che non le ha mai ospitate, è molto interessato, ne ha tutti i diritti, quindi mi fermo qua", ha aggiunto Malagò.

Parlando dei grandi eventi e della città di Roma il numero uno del Coni ha aggiunto che "All’estero il brand di Roma è imbattibile, ma non possiamo vivere solo della nostra storia. Se candidi Roma hai due strade: hai tutto pronto? Devi solo personalizzare la manifestazione. Se invece devi realizzare un impianto, una struttura, dove la manifestazione deve essere ospitata, qui cominciano i dolori. Ma va chiarito che chi si occupa dell’organizzazione della manifestazione non ha nulla a che fare con la costruzione del mattone. Servono norme che chiariscano le tempistiche”.

"I cittadini romani ora vogliono i grandi eventi? Direi che non è cambiata un po' l'aria ma completamente. Senza essere polemico, l'aria è stata diversa solo in quella finestra che ha investito la città e anche il Paese e che tutti conosciamo. E' stata, nel senso negativo o positivo, una tempesta perfetta in quel momento. La città non può assolutamente permettersi di non prendere in considerazione i grandi eventi, io parlo a nome dello sport, ma anche di altri settori, perché ha una vocazione naturale, genetica per certi versi. Più che mai per valorizzare le aree periferiche, i quartieri che sono meno al centro dell'attenzione mediatica dove andrebbero realizzate delle strutture e degli impianti che oggi non esistono. Le ultime cose fatte serie e vere sono state fatte per le Olimpiadi del 1960, dire che è una vergogna è dire poco", ha concluso Malagò.

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