Olimpiadi Tokyo, anche tra sponsor c’è chi chiede di rimandare

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Image from askanews web site
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Roma, 4 giu. (askanews) - Diversi sponsor giapponesi dei Giochi olimpici di Tokyo che si apriranno il 23 luglio hanno chiesto all'organizzazione di rimandare l'evento, per poter convogliare sulle Olimpiadi più pubblico. Lo ha appreso il Financial Times, mentre il dibattito sulla possibilità di rimandare l'evento continua a essere acceso.

Questa idea è stata proposta all'organizzazione nelle ultime settimane, secondo FT, e dà voce alla crescente delusione tra i 47 sponsor nipponici che hanno fornito qualcosa come 3 miliardi di dollari ai Giochi.

Nonostante l'ampio dissenso tra i giapponesi - secondo un sondaggio pubblicato ieri dal Nikkei shimbun il 62 per cento dei cittadini nipponici è contrario a tenere ora l'evento a causa della pandemia - il comitato organizzatore sembra orientato ad andare avanti, come ha chiarito ieri la presidente Seiko Hashimoto.

Oggi, a fronte di perplessità giunte dall'interno del Comitato olimpico giapponese, Hashimoto è tornata sulla questione ribadendo che la "missione" è quella di procedere con i preprativi. "La nostra missione è fare ogni sforzo per ottenere comprensione e sviluppare complessive contromisure per il Covid-19", ha affermato. "Noi siamo in una situazione di pandemia - ha proseguito - e penso che daremo valore e significato ai Giochi".

La risposta di Hashimoto è diretta in particolare a Shigeru Omi, capo del comitato consultivo del governo nipponico sul Covid-19, il quale aveva definito "normalmente impensabili" le Olimpiadi in una situazione del genere, e alla componente del board del Comitato olimpico nipponico Kaori Yamaguchi che ha criticato l'organizzazione per non tener conto delle preoccupazioni dei cittadini.

Lo stesso primo ministro Yoshihide Suga, dal canto suo, insiste sulla volontà di procedere. "Realizzando Giochi sicuri e in tranquillità, noi potremo trasmettere speranza e coraggio al mondo", ha detto all'agenzia di stampa Kyodo.

La determinazione nel proseguire con l'organizzazione dei Giochi, tuttavia, si scontra con il ritardo giapponese sul fronte delle vaccinazioni dei propri cittadini. Per quanto nelle ultime settimane ci sia stata un'accelerazione, il programma vaccinale è riuscito finora ad arrivare a solo l'11 per cento della popolazione, poco più di 14 milioni di persone che hanno ricevuto almeno la prima dose.

Molti degli sponsor che hanno espresso perplessità sulla possibilità che i Giochi si tengano a dispetto di tutto avevano puntato molto sulla possibilità di creare eventi collaterali e sulla distribuzione corporate di biglietti. Ma i Giochi a pubblico estremamente ridotto rischiano di mettere fuori fuoco le loro strategie di marketing.

La comunità di affari nipponica è piuttosto divisa, in realtà sull'argomento. Il numero uno di SoftBank Masayoshi Son ha detto chiaramente che non ha senso tenere i Giochi in questa situazione e anche Hiroshi Mikitani del gruppo di e-commerce Rakuten ha espresso idee simili. Dal canto suo, Akio Toyoda, capo del grande sponsor Toyota Motor, ha espresso insoddisfazione per la lentezza nella gestione della crisi.

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