Olimpiadi Tokyo, capo organizzazione: si faranno, salvo disastri

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Image from askanews web site
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Roma, 3 giu. (askanews) - La presidente del comitato organizzatore delle Olimpiadi di Tokyo Seiko Hashimoto ha escluso oggi una cancellazione o un'ulteriore dilazione dei Giochi che dovrebbero partire il 23 luglio, nonostante l'ampia opposizione - secondo i sondaggi - tra i giapponesi rispetto allo svolgimento dell'evento.

"Non possiamo rimandare ancora", ha detto l'ex atleta in un'intervista pubblicata oggi su Nikkan Sports, dopo che sono emersi mal di pancia anche da parte dell'Assemblea metropolitana della capitale nipponica.

"Se in vari paesi nel mondo si dovessero verificare situazione molto gravi e le delegazioni da diversi paesi non potessero venire, allora non potremmo svolgerli. Ma, se ciò non si verificasse, i Giochi non saranno cancellati", ha spiegato Hashimoto.

La situazione, tuttavia, appare piuttosto precaria. Alcuni sondaggi vedono l'80 per cento della popolazione nipponica cotraria all'evento e ci sono segnali inquietanti anche dal punto di vista sanitario. Un giocatore della nazionale U-24 del Gambia arrivato in Giappone per un match amichevole è risultato positivo.

Una nuova ondata di contagi ha investito dall'inizio dell'anno il Giappone e ha portato a un lungo stato d'emergenza a Tokyo e in altre città nipponiche. A questo va aggiunto un programma vaccinale iniziato tardi e che va piuttosto a rilento.

D'altro canto, l'investimento economico per i Giochi è stato importante: oltre 12 miliardi di euro, di quasi la metà soldi pubblici. E il fatto che il prossimo anno vi saranno le Olimpiadi invernali in Cina, con la ricaduta d'immagine che immaginiamo se il Giappone non riuscirà a far svolgere i "suoi" Giochi, spingono il governo guidato da Yoshihide Suga a voler procedere a tutti i costi verso i Giochi.

Suga, che ha livelli di consenso molto bassi, si sta giocando molto sulle Olimpiadi. Le voci sulla possibilità che subito dopo i Giochi convochi elezioni anticipate si fanno vieppiù consistenti e, all'interno del suo Partito liberaldemocratico, si impazza il toto-nomi. Lo stesso ex primo ministro Shinzo Abe, che ha aperto la strada del premierato a Suga, in una recente intervista ha fatto una serie di ipotesi di candidati possibili, ma ci sono anche voci che lui stesso possa fare un inatteso ritorno sulla scena (per quanto egli stesso per il momento lo escluda.

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