Olimpiadi Tokyo, il virus nel Villaggio e fuori lo scontento

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Milano, 18 lug. (askanews) – Non sono ancora iniziate queste Olimpiadi, ma sembrano andare avanti da un secolo. Con il coronavirus dentro al Villaggio e fuori lo scontento. Da ultimo un sondaggio pubblicato dall’agenzia Kyodo che parla di una stragrande maggioranza di giapponesi che non vuole la grande manifestazione sportiva. E la cautela dello sponsor Toyota che chiede di non legare i suoi spot ai Giochi.

La gioia e l’attesa che hanno accolto la decisione del Comitato Olimpico Internazionale nel 2013 di assegnare i Giochi del 2020 a Tokyo sembra appartenere a un’altra epoca.

E a pochi giorni dall’arrivo della first lady Usa Jill Biden e un migliaio di VIP per all’accensione del calderone olimpico in uno stadio altrimenti vuoto, il popolo giapponese si sta preparando per i Giochi che molti temono possano lasciare un’eredità pandemica.

Molti gli scandali. Da ultimo il musicista Keigo Oyamada, un membro anziano del team creativo per la cerimonia di apertura, che una volta ha ammesso di aver maltrattato due compagni di classe disabili. Oyamada, meglio conosciuto con il nome d’arte Cornelius, si è scusato. Ma certo per queste Olimpiadi che devono ancora cominciare è difficile trovare un buon inizio anche in musica.

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