Oliverio a Zingaretti: faccio un passo indietro, non mi candido

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Roma, 24 dic. (askanews) - Citando il racconto biblico di Salomone e delle due madri, Mario Oliverio (Pd), presidente uscente della Regione Calabria coinvolto in alcune vicende giudiziarie, ha annunciato la sua rinuncia a ricandidarsi in una lettera aperta indirizzata al segretario democratico Nicola Zingaretti. Il Pd ha già indicato nell'imprenditore Pippo Callipo la scelta per il candidato presidente regionale ma finora era rimasta viva l'ipotesi di una candidatura autonoma di Oliverio appoggiato da altre liste.

"Caro Zingaretti, la parabola della Bibbia che ho messo in premessa - ha scritto su Facebook Oliverio - vuole significare una cosa ben precisa: pur ritenendo di avere tutte le ragioni del mondo non faccio dividere il bambino a metà. Di altri sono e saranno le responsabilità. La Storia si incaricherà di fare giustizia di tutto, presto o tardi".

"Io - ha annunciato - faccio un passo indietro per non consentire che venga distrutto e dilaniato un patrimonio che è la mia storia politica. La storia di Fausto Gullo e dei braccianti poveri e diseredati, la storia dei morti di Melissa, la storia delle lotte contro la ndrangheta, la storia di Giannino Losardo e di Peppe Valarioti e dei tanti uomini e donne assassinati per l'affermazione dei diritti, per la legalità e la giustizia; la storia di Riace e di ciò che rappresenta, la storia di tanti giovani che credono nel riscatto di questa terra; la storia della mia famiglia. La storia di ieri e di oggi che prosegue".

"Continuerò - ha detto ancora il presidente uscente - ad andare in giro per la Calabria, nei centri piccoli e grandi, nelle scuole e nelle università, nei luoghi della sofferenza e della speranza per mostrare il lavoro che abbiamo avviato in questi 5 anni in condizioni difficilissime e soprattutto per dimostrare che un'altra Calabria è possibile, che si può cambiare il corso delle cose con l'azione continua e costante del buon governo. Ti riconfermo che è stato un errore politico grave e serio non aver voluto ricercare una soluzione che potesse rappresentare al meglio il fronte democratico nell'imminente campagna elettorale per le regionali, una soluzione di autentico rinnovamento, come fino all'ultimo ho sollecitato".

"Altrettanto grave e miope - ha proseguito Oliverio - è stata la gestione burocratica e irrispettosa dell'intera vicenda e l'ostinazione ad impedire, in questi mesi, una soluzione partecipata ed aperta alle forze del centrosinistra, ai movimenti civici, agli iscritti e agli elettori democratici calabresi. Gli stessi che in tutte le occasioni, come le elezioni primarie che ci hanno visto in modo disinteressato a tuo attivo sostegno, hanno dimostrato generosità e voglia di decidere nell'interesse generale".

"Ad una grande forza democratica come il PD non giovano egoismi correntizi e meschini veti 'non detti', ma una visione alta, in Calabria come per il resto del Paese. La mia, la nostra storia non finisce qui", ha concluso.