Ollolai, il piccolo borgo della Sardegna dove tutti vogliono trasferirsi per fare smart working

Di Elena Fausta Gadeschi
·3 minuto per la lettura
Photo credit: Westend61 - Getty Images
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Nell’isola c’è chi la chiama la "finestra della Sardegna" perché quando il cielo è terso dalle sue alture si riescono a scorgere sia il Mar Tirreno che il Mar di Sardegna. Sarà anche per questo che dallo scoppio della pandemia Ollolai è diventata meta prediletta degli smart worker di tutto il mondo. Immerso nel cuore verde della Barbagia, il piccolo borgo in provincia di Nuoro conta poco più di 1200 abitanti, ma dall’inizio dell’emergenza Covid sono oltre 2.500 gli aspiranti nuovi cittadini. Tutto merito della precedente amministrazione guidata dal sindaco Efisio Arbau, che per scongiurare lo spopolamento della cittadina nel 2018 decise di mettere in vendita alcune case del centro storico a un euro con l’obbligo-promessa per gli acquirenti di ristrutturarle e ammodernarle per dare un nuovo volto al paese. L’idea ha funzionato e la pandemia ha soltanto accelerato un processo già avviato.

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In epoca di lockdown, distanziamento sociale e smart working la prospettiva di vivere a contatto con la natura e respirare aria buona in un contesto bucolico ha attirato infatti illustri professori e dottorandi universitari delle maggiori capitali europee, ma anche manager e professionisti d’oltreoceano che hanno deciso di ritirarsi in questo piccolo paesino per scoprire un nuovo modo di lavorare. Il progetto di riqualificazione della cittadina è passato anche attraverso il lancio nel 2018 di un reality show olandese, che ha visto la partecipazione di cinque coppie straniere provenienti dal Nord Europa. Dopo un’attenta selezione da parte della commissione locale, i concorrenti, desiderosi di sperimentare un nuovo stile di vita, si sono trovati a fare i conti con il trasferimento e la ristrutturazione della casa, oltre che con una lingua straniera e una popolazione incuriosita dai nuovi visitatori.

Una prova non facile che alla fine ha visto trionfare la 28enne Marije Graafsna e il 30enne Ovan Abdullah, due stilisti olandesi di origine irachena che si sono aggiudicati la vittoria dopo trenta puntate registrate a Ollolai e che, per festeggiare, hanno improvvisato una sfilata tra le strade del paesino. Sembra incredibile, ma pare che Ollolai sia molto conosciuta anche nell’ambiente vip americano, avendo dato i natali a Franco Columbu, culturista e unico italiano a vincere il titolo di Mister Olympia, nonché grande amico di Arnold Schwarzenegger, che alla sua morte, nel 2019, ha omaggiato l’atleta a cui era tanto affezionato oltre che il suo paese natale.

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Nell’agenda del piccolo borgo barbaricino, che nella pagina Instagram @ollolai.capitale si racconta attraverso i volti e le storie di chi la vive, c’è la volontà di incoraggiare questo trend positivo che ha portato centinaia di smart worker da tutto il mondo a trasferirsi, attirati dalle bellezze naturalistiche, dal buon cibo oltre che dal fascino delle tradizioni locali, come gli abiti popolari, le musiche, le caratteristiche lavorazioni dei cestini in vimini e i tipici oggetti di artigianato in sughero e ceramica.

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Per contribuire al rilancio del paese, è stato promosso il progetto “Ollolai Capitale”, finanziato dalla Regione Sardegna, dai privati e dallo stesso comune. Ad oggi sono stati stanziati 4.439.700 di euro per intervenire sulle case, sul centro storico e sull’architettura del paese in modo da renderlo sempre più attrattivo per questo nuovo turismo. L’idea è quella di creare un’area di coworking, un centro polifunzionale con spazi culturali e informativi e spazi gioco all’interno del centro storico per coinvolgere i più piccoli. Un progetto che si aggiunge e si integra con il finanziamento di una società londinese che ha stretto un protocollo d’intesa col Comune – oggi guidato da Francesco Columbu – per aprire le porte agli investitori stranieri, che dovrebbero riqualificare gli immobili per poi venderli al pubblico internazionale, questa volta però a prezzo di mercato.