Oltre 30 morti nelle proteste in Iraq

webinfo@adnkronos.com

Un appello alla calma, dopo giorni di proteste e scontri, è arrivato nelle ultime ore dal primo ministro iracheno Adel Abdul Mahdi, che ha detto di aver ascoltato le "giuste rivendicazioni" dei manifestanti. Secondo il giornale iracheno Al Zaman, l'ultimo bilancio di tre giorni di manifestazioni sfociate in violenze è di 35 morti. Lo ha riferito una fonte medica a condizione di anonimato all'agenzia di stampa Anadolu. Sono invece almeno 1,177 le persone rimaste ferite negli ultimi tre giorni, secondo l'Alta commissione per i diritti umani dell'Iraq. 

In un discorso in tv, il premier - in carica da quasi un anno - ha promesso di rispondere alle preoccupazioni della popolazione, ma ha avvertito: non c'è una "soluzione magica" per i problemi dell'Iraq.  

Da ieri è in vigore il coprifuoco a Baghdad e in altre città del Paese arabo, che nel dicembre 2017 ha annunciato la "vittoria" sull'Isis. Il malcontento della popolazione nasce dalle denunce di corruzione diffusa, alto tasso di disoccupazione e mancanza di servizi. Abdul Mahdi ha promesso una legge a tutela dei meno abbienti e ha chiesto per questo il sostegno del Parlamento. Assicurando di aver ascoltato la piazza, il premier ha chiarito che ci vorrà tempo per il cambiamento.