Oltre 600 giuristi da tutto il mondo in udienza dal Papa

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Roma, 15 nov. (askanews) - Contenere l'irrazionalità punitiva con una giustizia che sia restaurativa: questo il messaggio che Papa Francesco ha voluto trasmettere ai seicento penalisti provenienti da tutto il mondo, riuniti in questi giorni alla Luiss Guido Carli per il XX Congresso Mondiale dell'Associazione Internazionale di Diritto penale (AIDP), in occasione di una Udienza privata loro dedicata presso il Palazzo Apostolico Vaticano.

Il Papa, di fronte ad una sala gremita ha ricordato la visita con la professoressa Severino, allora Ministro della Giustizia, al carcere minorile di Casal del Marmo, a Roma, sottolineando l'impegno e l'attenzione che gli operatori di giustizia devono avere verso la realtà carceraria, l'importanza del dialogo, dell'incontro e del rifiuto dell'irrazionalità punitiva che si manifesta in reclusioni di massa, torture e abusi. Occorre avanzare verso un modello di giustizia fondato sul dialogo che rispetti la dignità e i diritti della persona. Il Pontefice si è soffermato, poi, su alcune osservazioni circa lo stato attuale del diritto penale, e su alcuni aspetti rilevanti del contesto attuale quali: l'idolatria del mercato e la massimizzazione del profitto; i costi ambientali, e gli abusi del potere sanzionatorio e la cultura dello scarto che combinata con altri fenomeni tipici della società del benessere, può pericolosamente degenerare in una cultura dell'odio.

Da qui un appello alla responsabilità rivolto a tutti gli studiosi di diritto penale e agli autorevoli giuristi presenti, e ad un adeguamento applicativo della legge in vista del bene effettivo delle persone interessate, sviluppando un modello di società fondata sul dialogo e sull'incontro.

Ringraziando il Santo Padre per le sue parole, che costituiscono una "guida preziosa nello svolgimento dei nostri compiti da giuristi", la Prof.ssa Paola Severino, Vicepresidente della Luiss e Presidente dell'AIDP Gruppo Italiano, ha sottolineato la necessità di una giustizia che sia "umanizzatrice, genuinamente riconciliatrice", che abbia una costante attenzione al carcere, consentendo "il possibile e pieno recupero del condannato all'interno della comunità di riferimento".

La Professoressa Severino ha, inoltre, aggiunto, menzionando l'Enciclica di Papa Francesco "Laudato Si'" come le parole del Santo Padre siano un severo richiamo alla tutela della nostra Casa Comune, alla necessità di preoccuparci delle generazioni future, all'importanza dell'ambiente come bene collettivo, patrimonio di tutta l'umanità e responsabilità di tutti.

La vicepresidente della Luiss ha richiamato il pensiero del Pontefice, sottolineando come il diritto penale sia uno strumento affilato che deve essere adoperato con equilibrio e precisione chirurgica. E come debba farsi anche carico delle sofferenze delle vittime, senza mai perdere di vista le vicende personali del suo autore, e senza mai rinunciare al suo possibile, pieno recupero all'interno della comunità di riferimento. Un diritto penale che punta sul cambiamento dell'uomo e che, come ha ricordato di recente una importante sentenza della Corte costituzionale, non identifica la persona con il reato, ma lascia sempre a ciascuno, per quanto grave sia il crimine commesso, aperta la porta del reinserimento sociale.

La Severino ha concluso il suo intervento, rivolgendo al Papa un accorato appello, per far sì che nessuno dimentichi il carcere. Al termine dell'Udienza privata il Santo Padre ha salutato oltre ai rappresentanti dell'AIDP, i Vertici dell'Ateneo: il Rettore Andrea Prencipe e il Direttore Generale Giovanni Lo Storto.