Oltre 70 mila sfollati in Nagorno-Karabakh. Putin: "È una tragedia"

Carlo Renda
·Vicedirettore HuffPost
·2 minuto per la lettura
(Photo: Valery Sharifulin via Getty Images)
(Photo: Valery Sharifulin via Getty Images)

Metà della popolazione del Nagorno-Karabakh è sfollata da quando è ripreso il conflitto tra Armenia e Azerbaijan, fa sapere il il responsabile diritti umani della Repubblica autoproclamata. Si tratta di 70-75 mila persone (circa il 50% della popolazione di cui il 90% donne e bambini), che hanno dovuto lasciare le loro case. E mentre si susseguono gli scontri fra le parti, con reciproche accuse, l’Alto rappresentante Ue Josep Borrell insiste perché si arrivi ad un negoziato, perché la crisi non può essere risolta con una soluzione militare né con una ingerenza esterna. Amnesty International fa sapere, intanto, che i morti dall’inizio del conflitto (domenica 27 settembre) sono già 280.

Nel frattempo, il presidente dell’Azerbaijan e quello russo Vladimir Putin, oggi sessantottenne, continuano a dialogare. Quest’ultimo avrebbe definito la situazione degli sfollati “una tragedia” e ha ribadito questa mattina una nuova richiesta di accordo tra le parti, in modo tale che il conflitto “finisca nell’immediato futuro. Se la soluzione non è definitiva”, continua il leader del Cremlino, “e sembra che ci sia ancora tanta strada da fare, chiediamo almeno un cessate il fuoco”.

Preoccupazione arriva anche dal presidente iraniano, Hassan Rouhani, il quale si auspica che il conflitto tra Azerbaijan e Armenia non diventi una “guerra regionale” e si augura che la pace possa essere ristabilita nell’area quanto prima.

Ilham Aliyev, presidente azero, ha rilasciato un’intervista a un’agenzia televisiva statale russa dove dichiara che il suo paese è pronto a tornare a dialogare con l’Armenia quando la fase più acuta del conflitto sarà terminata e che la Turchia ha tutto il diritto di partecipare alla mediazione. Di tutt’altro avviso è, invece, il Primo Ministro armeno Nikol Pashinyan, il quale ha detto alla rivista Time che un accordo di cessate il fuoco sarà possibile solamente quando la Turchia ritirerà i suoi uomini.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.