I FATTI DELL'ANNO

Oltre i Maya

Gaia, 29 anni e una missione: sopravvivere alla fine del mondo profetizzata dai Maya. Ha tempo fino al 21 dicembre per scoprire tutto quello che può sulla fine del mondo, capire cosa c'è di vero e, in caso di necessità, come mettersi in salvo.

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Sta per arrivare Terminator.

E non è uno scherzo. Mi sono imbattuta in un articolo che parla di macchine artificiali in grado di eccellere in ogni ambito, dagli scacchi alla capacità di guidare, superando in molti casi le capacità dell'uomo.

Il problema è che pare esista il rischio di un'invasione di robot in stile Matrix: “La preoccupazione è che con la creazione di macchine dotate di intelligenza artificiale si rischi di affidare il controllo del pianeta a forme di intelligenza che sono indifferenti verso di noi e verso lo cose a noi care”. Lo ha dichiarato un quotato professore di Cambridge, mica uno sprovveduto qualsiasi.

Ora, capite bene che la minaccia dei Maya passa in secondo piano: se anche dovessimo sopravvivere alla profezia del 21 dicembre 2012 (e direi che oramai non abbiamo dubbi in merito), ci sarebbero ben altre questioni di sopravvivenza da affrontare.

Altro che Bugarach e bunker, qui ci si deve mettere in salvo dalla stupidità umana. Perché parliamoci chiaro: sarà solo a causa dell'idiozia degli uomini se il mondo finirà di esistere. Se si pensa che queste macchine così all'avanguardia sono state create da mani umane e ora rischiano di sopraffarci, beh, vien quasi da ridere. Basta poi pensare a tutte le possibili minacce che incombono sullo stato di salute del pianeta, a partire dal riscaldamento globale: deriva dall'inquinamento e dal disboscamento selvaggio, ergo dall'uomo. Consumismo sfrenato, risorse naturali al limite del loro utilizzo, inquinamento dei mari e della terra: basta già solo questo per ipotizzare un tragico finale, senza nemmeno troppi effetti speciali da Hollywood. I cambiamenti climatici sono solo una conseguenza del surriscaldamento: tsunami, uragani, alluvioni. Tutti catastrofi naturali a cui l'uomo non può porre rimedio se non con la prevenzione, che in molti casi arrivano senza preavviso senza lasciare nulla dietro di sé. Insomma, immagini reali di situazioni del genere ne abbiamo viste più che a sufficienza. Tanto dovrebbe bastare a farci vivere in modo più sostenibile e farci passare l'assurda paura dell'Apocalisse predetta dai Maya.

Un'altra minaccia incombente è quella del nucleare: giusto in questi giorni la Corea del Nord ha minacciato di avviare dei test nucleari, premurandosi prima di lanciare un razzo senza alcun accordo preventivo col resto del mondo. Giusto per fare un esempio, perché di governi “dissidenti” che millantano di possedere armi di distruzione di massa ne è pieno il mondo.

Ditemi voi se possiamo stare tranquilli dopo il 21 dicembre quando ad ogni plenilunio c'è qualche scellerato che usa il ricatto del nucleare.

Epidemie (sconsigliata la lettura agli ipocondriaci): d'accordo, la diffusione di virus e batteri è solo parzialmente imputabile all'uomo, ma se si parla di minacce di azioni terroristiche con l'uso di armi biologiche si tratta ancora una volta di idiozia umana. Pare che dopo l'attentato delle Torri Gemelle sia l'atto terroristico più temuto. Lo scenario riportato spesso dai media – o forse più dai film? - sarebbe quello di una pandemia globale diffusa per mezzo di agenti patogeni modificati che creerebbero effetti devastanti, come fosse una nuova peste nera. Guerra: e si torna alla questione del nucleare. Quando si immagina un ipotetico conflitto, magari la terza guerra mondiale, si pensa subito all'uso di armi nucleari, sebbene la fine della Guerra fredda e la dissoluzione dell'Unione Sovietica dovrebbero aver posto fine all'era del nucleare.

Ecco, questa è la minaccia che personalmente temo di più. Voglio dire, l'impatto distruttivo delle armi nucleari è qualcosa di inimmaginabile. Innanzitutto si estinguerebbero d'emblée molte specie viventi e poi gli effetti della radioattività avrebbero effetti devastanti per i decenni a venire. Hiroshima e  Nagasaki stanno pagando ancora adesso le conseguenze delle bombe atomiche sganciate dagli Stati Uniti durante la Seconda Guerra Mondiale, non so se mi spiego. Poi esistono le minacce più surreali: quella della super eruzione del vulcano Yellowstone Caldera, dell'estinzione di una specie di insetti fondamentali per la sopravvivenza delle piante e quindi dell'uomo, la classica tesi della glaciazione globale.

Arrivata a questo punto, di qualsiasi evento eccezionale o catastrofico si tratti, non mi interessa sapere altro. Per quanto terribile possa essere la fine del mondo non ho intenzione di farmi assalire dallo scoramento: se l'unica cosa certa nella vita è la morte, allora decido di abbandonarmi al fatalismo. Chi vivrà vedrà.

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