Oltre una sola verità: Marco Nereo Rotelli al Fuorisalone Milano

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Milano, 10 set. (askanews) – Una cupola africana dal cuore tecnologico per parlare dei cambiamenti climatici, ma anche della natura duplice di ogni cosa. Marco Nereo Rotelli ha portato al Fuorisalone di Milano l’installazione “Falso Autentico”, che unisce e coniuga materiali ed elementi narrativi apparentemente molto diversi tra loro. “Ci sono diversi livelli di lettura – ha detto l’artista ad askanews – perché trovare nel Cortile del Settecento della Statale quello che è un elemento tipico dell’Africa centrale, del Ciad e del Camerun, è per lo meno spaesate. E su questo spaesamento si basa l’idea di questo lavoro, perché spaesamento significa uscire dai binari tradizionali per pensare altrimenti”.

All’esterno la terra cruda, all’interno un mondo completamente diverso, con una installazione immersiva che unisce la scienza, la musica e la luce. Con un significativo cambio di prospettiva. “Tutto cambia – ha aggiunto Rotelli – perché io penso che serva una riflessione che vada oltre l’idea di una sola verità, ma occorre rendersi conto che le verità sono almeno due, e quindi ecco il gioco che forse ha come punto di partenza il fatto che l’esperienza umana è dettata sempre almeno da una dualità. Quindi ecco la materialità esterna e la materialità interna”.

A sostenere il progetto, cui si affianca anche un’altra installazione di Rotelli a Palazzo Reale dedicata alla multidisciplinarietà, è glo, brand di British American Tobacco, rappresentata al Fuorisalone in Statale dalla Country Manager di BAT Italia, Brigitte Maria Santner. “E’ un po’ una ripartenza verso un futuro che speriamo sia migliore – ci ha detto parlando del sostegno alla cultura – e non potevamo non esserci, perché il nostro obiettivo aziendale è proprio quello di creare un futuro migliore. Siamo qui con glo con due progetti, questo a Palazzo Reale e un altro a Palazzo Reale, ‘Experiri’, e glo sostiene l’arte già da diverso tempo, con diverse forme e diversi progetti”.

Progetti che hanno trovato nella pratica di Rotelli una forte consonanza anche a livello di concetti espressi attraverso l’arte. “A Milano abbiamo deciso di lavorare insieme a Marco Nereo Rotelli – ha aggiunto Santner – perché è un artista visionario che combina diverse forme artistiche e questo ricorda ciò che fa glo, ossia invitare tutti noi a non dover scegliere tra due opzioni apparentemente opposte, ma consente di viverli entrambi appieno, senza rinunce e senza compromessi”.

L’ossimoro come possibilità insomma, il rifiuto di vocazioni univoche e totalizzanti, l’opportunità di superare le distanze. Sia per creare arte sia per portare l’attenzione sui problemi ambientali, probabilmente la questione decisiva del nostro presente. E nel lavoro di Rotelli si ragiona anche sulla globalizzazione. “Per quel poco che io vedo – ha concluso l’artista – bisogna vivere assolutamente globali e al tempo stesso ancora assolutamente legati a un’identità precisa, che è quella del luogo”.

Ancora due opposti che si incontrano e che definiscono una nuova geografia, sentimentale, ma non solo, delle possibilità.

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