"Omertà dai governi europei": l'accusa della relatrice sui casi di spionaggio nell'Unione

"Omertà dai governi europei": l'accusa della relatrice sui casi di spionaggio nell'Unione

Grecia, Spagna, Ungheria, Cipro e Polonia sono al vaglio di una commissione speciale del Parlamento Europeo, Pega, che indaga sul software di spionaggio Pegasus e su altri simili, utilizzati per sorvegliare persone ritenute "scomode".

Accuse di omertà

Il rapporto ancora non definitivo della commissione accusa i Paesi dell'Unione di "omertà", il codice di silenzio degli ambienti mafiosi, per descrivere la reticenza dei governi europei a collaborare con le indagini.

La sua relatrice, l'eurodeputata olandese di Renew Europe Sophie Sophie in 't Veld, critica anche la Commissione europea per un approccio "debole" e "superficiale" alla questione. In sostanza, dice la parlamentare, gli Stati nazionali si coprono a vicenda per insabbiare le situazioni in cui hanno utilizzato sistemi di spionaggio in modo illegale.

"In una democrazia mettere le persone sotto sorveglianza dovrebbe essere un'eccezione e dovrebbero esserci delle regole. E non dovrebbe essere possibile abusarne per scopi politici, di partito o per restare al potere, manipolare elezioni o insabbiare la corruzione. Sì, sono molto arrabbiata con i governi europei".

I casi di spionaggio in Europa

La relazione finale della commissione Pega, comunque, sarà presentata dopo aver incorporato gli emendamenti di tutti i gruppi politici.

Diversi i casi di spionaggio sotto indagine: c'è ad esempio il cosiddetto catalangate, operazione orchestrata per tenere sotto controllo gli indipendentisti della Catalogna, ma anche il presunto spionaggio del presidente spagnolo Pedro Sánchez e della ministra della Difesa Margarita Robles, di cui è sospettato il Marocco**.**

Casi di sorveglianza tramite Pegasus sono stati documentati ai danni degli oppositori al governo di Viktor Orbán in Ungheria, mentre le autorità governative della Polonia hanno evitato il confronto con la commissione speciale d’inchiesta dell'Eurocamera.

In Grecia lo scandalo legato allo spionaggio si allarga sempre di più e assume contorni inquietanti: i telefoni privati di decine di importanti personaggi politici, giornalisti e uomini d'affari sono stati soggetti a intercettazioni con un altro spyware, Predator.

Thanasis Koukakis, giornalista investigativo greco vittima di sorveglianza tramite Predator, sottolinea a Euronews le sue preoccupazioni per un attività non solo illegale, ma anche lesiva del funzionamento di ogni democrazia.

"Siamo convinti del fatto che prima o poi la giustizia greca sarà in grado di documentare, di verificare in modo ufficiale e di accusare coloro che credevano che la sorveglianza e l'intrusione nella vita personale e professionale delle persone fosse solo un gioco".