Omicidi Roma, il sospettato: "Ho vagato per due giorni sporco di sangue"

Omicidi Roma, il sospettato:
Omicidi Roma, il sospettato: "Ho vagato per due giorni sporco di sangue" (Foto LaPresse)

"Ricordo di essere stato in quella casa di via Riboty con delle ragazze cinesi e di avere tamponato la ferita alla gola di una di loro, ma poi ho un black out e non so più nulla". Lo avrebbe riferito ai poliziotti che lo interrogavano Giandavide De Pau, l'uomo sospettato di essere l'autore del triplice omicidio avvenuto nel quartiere Prati a Roma.

LEGGI ANCHE: Triplice omicidio di Roma: fermato un pregiudicato

Giandavide De Pau è stato interrogato per oltre sette ore. "Non ricordo di essere stato in via Durazzo, ho solo vagato per due giorni senza mangiare né dormire", avrebbe riferito agli investigatori. "Dopo avere vagato per due giorni, sono andato a casa di mia madre e mia sorella con i vestiti ancora sporchi di sangue. Ero stravolto e mi sono messo a dormire per circa due ore e poi sono arrivati i poliziotti a prendermi intorno alle sei di mattina".

LEGGI ANCHE: Omicidi Roma, chi è il sospettato: legato al clan Senese, factotum del boss

A Giandavide De Pau gli investigatori sono arrivati dopo la segnalazione di un suo parente al quale l'uomo avrebbe fatto capire di avere commesso qualcosa di grave. De Pau ha avuto precedenti penali per i reati di rapina, cessione di sostanze stupefacenti e minacce a pubblico ufficiale. Nel suo passato anche un'accusa di violenza sessuale e due ricoveri nell'ospedale psichiatrico di Montelupo Fiorentino avvenuti nel 2008 e nel 2011.

LEGGI ANCHE: Roma, 50enne sotto torchio da ore: omicidi di Prati a una svolta

Giandavide De Pau è stato coinvolto in passato anche in indagini legate alla criminalità organizzata a Roma e in particolare sul clan di stampo camorristico dei Senese. Il suo nome compare negli atti di varie inchieste della Dda sul clan dei Senese ma anche al Mondo di Mezzo, il gruppo criminale guidato da Massimo Carminati e Salvatore Buzzi. Secondo gli inquirenti lui era l'uomo fidato del boss Michele Sanese per il quale svolgeva anche il ruolo di autista e factotum. Negli atti della maxindagine si fa riferimento anche ad un incontro avvenuto in un bar nella zona di Corso Francia tra l'ex Nar e Senese a cui era presente anche De Pau.

"Di quegli istanti ricordo solo tanto sangue", avrebbe detto De Pau. L'uomo avrebbe anche ricostruito con gli inquirenti cosa è avvenuto la sera prima. "Ricordo che una donna cubana è arrivata a casa mia e abbiamo consumato della droga, poi il giorno dopo ho preso un appuntamento a via Riboty".

GUARDA ANCHE IL VIDEO: Il caso Saman Abbas: le tappe della vicenda che ha sconvolto la comunità di Novellara

De Pau avrebbe anche raccontato di essere arrivato in macchina in via Riboty. "Ricordo di essere entrato in un appartamento che ricordo essere al piano terra", avrebbe proseguito, spiegando "di avere lasciato lì il mio telefono cellulare". Quindi, avrebbe continuato: "Era la prima volta che andavo in quell'appartamento con le cinesi dopo un appuntamento preso per telefono".

Nel corso dell'interrogatorio gli investigatori gli avrebbero contestato di essere stato ripreso da alcune telecamere in via Durazzo, dove è stata uccisa Martha Castano, la prostituta di 65 anni. L'uomo avrebbe replicato: "Io non ricordo di essere stato lì, mi contestate due omicidi, non avrebbe senso negarne un terzo".