Omicidio Avetrana: ecco le motivazioni per l’ergastolo a Sabrina

Sarah Scazzi, 15 anni, è stata uccisa il 6 ottobre 2010 ad Avetrana da sua cugina Sabrina e dalla zia, Cosima.

Sabrina Misseri è stata condannata lo scorso 21 febbraio all’ergastolo con la madre Cosima Serrano per l’omicidio della cuginetta Sarah Scazzi. E ieri la prima sezione penale della Cassazione ha pubblicato le motivazioni della sentenza e, soprattutto, le motivazioni per cui Sabrina non abbia diritto ad alcun sconto di pena.

E per i giudici della Cassazione la cugina di Sarah Scazzi merita l’ergastolo proprio per la “fredda pianificazione d’una strategia finalizzata, attraverso comportamenti spregiudicati, obliqui e fuorvianti, al conseguimento dell’impunità”. Insomma, non solo Sabrina Misseri ha compiuto un delitto atroce nei confronti della cugina, ma dopo l’omicidio ha messo in pratica atti per strumentalizzare i media e spostare scientemente l’attenzione da lei ad altri possibili assassini.

Per questo motivo la richiesta di attenuanti e di uno sconto di pena richiesti dai suoi avvocati non possono venir accolti. Non solo, perché assieme a Sabrina è stata condannata all’ergastolo anche la madre Cosima, per la quale l’accusa è doppia. Da un lato, infatti, alla madre di Sabrina viene contestato il non essere intervenuta in tempo per placare i contrasti tra la figlia e la cugina e, in seconda battuta, perché “si era resa direttamente protagonista del sequestro della giovane nipote partecipando, poi, materialmente alla fase commissiva del delitto”.

Secondo le perizie, infatti, sul corpo di Sarah Scazzi non vi sono “segni di lotta o legati al tentativo di allentamento della cintura stretta al collo, come reazione istintiva al soffocamento che si stava compiendo” e, quindi, la ragazzina non si è difesa. E l’assenza di resistenza da parte della cuginetta, secondo i giudici della Cassazione, implica chiaramente che lo strangolamento della giovane “non poteva essere quindi opera di un unico soggetto, ma doveva essere avvenuto per effetto del concorso sinergico di due persone, l’una che aveva posto in essere la specifica azione di soffocamento da dietro alla vittima, e l’altra che le aveva inibito ogni tentativo di difendersi e, altresì, ogni chance di fuga”. E, dunque, ecco perché Sabrina Misseri e Cosima Serrano, le uniche in casa nel momento dell’omicidio, sono state condannate all’ergastolo.

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