Omicidio Avetrana, le ultime verità sulla morte di Sarah Scazzi

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Sono passati ormai 9 anni dalla scomparsa di Sarah Scazzi, la giovane di Avetrana per il cui omicidio sono stati accusati lo zio, Michele Misseri, la zia, Cosima Serrano e la cugina, Sabrina Misseri. Nonostante la giustizia stia facendo il suo corso e siano passati ormai diversi anni, al vicenda continua a tenere banco e sul tema è intervenuta la criminologa Anna Vagli, che sulla Gazzetta di Lucca ha rivelato alcuni retroscena che riguarderebbero proprio la famiglia Misseri.

Omicidio di Avetrana, una storia di bugie

Il primo aspetto su cui la criminologa Vagli si sente di riflettere sono le menzogne che si sono ripetute per tutto il corso della vicenda, che ha tenuto banco sulle prime pagine dei quotidiani per diverso tempo. Il punto di partenza, e l’oggetto della contesa tra Sarah, la vittima, e Sabrina, la cugina, sembra essere un uomo: Ivano. Sabrina pare fosse innamorata di lui senza però essere ricambiata. All’opposto c’era però Sarah, 15enne bionda e bella che da poco si era trasferita ad Avetrana. Passava le sue giornate a casa Misseri dove incontrava Sabrina, che per lei era la sorella maggiore che non aveva mai avuto. Per quest’ultima, però, Sarah era diventata praticamente un’ossessione. Partono proprio dalla Misseri i numerosi depistaggi e le dichiarazioni fuorvianti che hanno impedito una risoluzione del caso rapida. Per Sabrina, infatti, Sarah non era altro che un pericolo da eliminare in quanto poteva minare il suo rapporto, a senso unico, con Ivano.

Il ruolo di Michele Misseri

In tutto questo, il protagonista è in realtà Michele Misseri. Quest’ultimo, per salvare moglie e figlia, una volta trovatosi con le spalle al muro ha tentato di addossarsi tutte le colpe dell’omicidio, per sollevare dalle accuse il resto della famiglia. Al termine delle indagini anche lui è stato condannato e si trova in carcere a Taranto con l’accusa di occultamento di cadavere.

Le ultime novità

In un caso che sembrava essere chiuso, a rimescolare le carte ci si è messa la corte di Strasburgo, che, per motivi ancora ignoti, ha dichiarato ammissibile il ricorso presentato da Sabrina Misseri e da sua madre, Cosima Serrano, ma secondo la Vagli “la questione non aprirà alcun tipo di spiraglio per la revisione del processo“.