Omicidio Bagnacavallo: messaggi di gelosia al centro delle indagini

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Omicidio Bagnacavallo, a setaccio i cellulari della coppia e il diario della vittima, Elisa Bravi. Ritrovati messaggi e appunti di gelosia. Arrestato il marito Riccardo Pondi, che durante il primo interrogatorio si sarebbe difeso parlando di una colluttazione senza precisi motivi.

I messaggi di gelosia

Il quadro sull’omicidio della 31enne Elisa Bravi, di Glorie, Bagnacavallo, si fa ora più preciso. La ricerca degli inquirenti dopo l’arresto del marito della donna, Riccardo Pondi di 39 anni, si sta concentrando sui reperti sequestrati dai carabinieri durante il controllo dell’abitazione. A setaccio i loro cellulari, il diario della vittima e un foglio a quadretti trovato sul comodino della donna, in cui sarebbero stati trovati numerosi messaggi di gelosia dell’uomo, trascritti minuziosamente dalla donna. Durante il primo interrogatorio di Pondi, tenutosi giovedì 19 dicembre, l’uomo avrebbe negato vi potesse essere un motivo preciso dietro la lite che avrebbe portato alla morte della Bravi. Ma, a seguito dei ritrovamenti, appare chiaro come la sua ricostruzione possa cadere. “Dove sei? Cosa stai facendo? Sei con lui?”, si legge dal foglio a quadretti mostrato all’uomo durante l’interrogatorio. Quest’ultimo, tenutosi all’interno della caserma dell’Arma, è avvenuto davanti all’avvocato difensore Francesco Manetti e al pm Lucrezia Cirello,

I messaggi e la terapia

Quello che più sarebbe risultato anomalo alle forze dell’ordine, sarebbe la meticolosità con cui la Bravi avrebbe trascritto i messaggi, riportando per ciascuno ora e data, e che sottolineerebbero una certa gelosia da parte di Pondi. Da notare come tali annotazioni si esaurirebbero a metà ottobre, ovvero nel momento in cui la coppia avrebbe deciso di affidarsi ad una terapeuta per cercare di arginare la crisi che da qualche tempo li interessava. “Nei nostri cellulari troverete dei messaggi in cui si capisce che ci amavamo, che ci volevamo bene, che volevamo lottare per il nostro rapporto perché eravamo persone determinate e so che ora non sarà possibile, ho rovinato tutto”, avrebbe provato a spiegare il 39enne al pm Cirello. Nessun particolare escluso, si prosegue ora sulla pista che gli investigatori starebbero seguendo, e che porrebbe al centro della triste vicenda il peso della gelosia.