Omicidio Cerciello, pubblicato il video dell’interrogatorio di Hjorth

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È stato pubblicato il video esclusivo che ritrae il giovane californiano Gabriel Christian Natale Hjorth nel corso dell’interrogatorio per l’omicidio del brigadiere Mario Cerciello Rega. Era il 26 luglio 2019 quando il ragazzo venne ritratto bendato e con le mani dietro la schiena, circondato da numerosi colleghi della vittima.

GUARDA IL VIDEO: “Maschio, come ti chiami?”, nel video Hjorth bendato e interrogato

L’interrogatorio per l’omicidio Cerciello: il video

Le immagini incriminate fecero il giro del mondo, creando numerose tensione tra Italia e Stati Uniti per il trattamento del giovane americano. Infatti il 18enne Hjorth, insieme all’amico Lee Finnegan Elder, venne scortato in caserma e sottoposto a pratiche inusuali. Lì, in attesa dell’interrogatorio, i carabinieri gli immobilizzarono le mani dietro la schiena e lo bendarono. Nelle prime immagini del video, pubblicato dal Corriere della Sera, si possono vedere due appartenenti alle forze dell’ordine rivolgere delle domande al ragazzo: “Come ti chiami? Da quanto sei in Italia?”.

Con la testa china in avanti Hjorth non rivela il suo nome e dice di essere in Italia da circa una settimana per trovare la famiglia. Nel frattempo intorno a lui circa quattro carabinieri continuano a porgli sempre più domande.

Il primo a parlare con lui è Andrea Varriale, sottoufficiale che ha lottato con Hjoth mentre Lee Finnegan Elder uccideva con 11 coltellate il carabiniere Cerciello.

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Le indagini sul video

Il 18 dicembre 2019 la Procura di Roma ha chiuso il caso riguardante il video e i maltrattamenti sul ragazzo. Infatti l’accusa nei confronti del carabiniere Fabio Mangarano è l’impiego di “una misura di rigore non consentita dalla legge“.

Inoltre il collega Silvio Pellegrini è accusato di abuso d’ufficio e pubblicazione di immagine di persona privata della libertà, diffondendola “su almeno due chat WhatsApp, delle quali una dal titolo Reduci ex Secondigliano con 18 partecipanti, dalla quale veniva poi ulteriormente diffusa da terzi ad altri soggetti e chat”.

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