Omicidio Cerciello Rega: ergastolo per i due americani

Rosa Maria Esilio, vedova del carabiniere Mario Cerciello Rega, mostra una foto del marito (Alberto Pizzoli/Pool via REUTERS)
Rosa Maria Esilio, vedova del carabiniere Mario Cerciello Rega, mostra una foto del marito (Alberto Pizzoli/Pool via REUTERS)

La Corte d'Assise di Roma ha condannato all'ergastolo Finnegan Lee Elder e Gabriel Natale Hjorth, i due giovani americani imputati per l'omicidio del vicebrigadiere dei carabinieri, Mario Cerciello Rega. La sentenza è arrivata dopo oltre 13 ore di camera di consiglio. Cerciello Rega fu ucciso con undici coltellate a Roma la notte del 26 luglio 2019. Il legale di Elder ha commentato: "Sentenza vergognosa".

LEGGI ANCHE: Omicidio Cerciello, pm: "Ergastolo non è trofeo da esibire ma pena giusta"

Un delitto avvenuto in pochi secondi. I due giovani californiani, in cerca di droga a Trastevere, avevano rubato lo zaino del facilitatore dei pusher Sergio Brugiatelli. Da quell'episodio nacque una "trattativa" per la restituzione della borsa, culminata con le undici coltellate inferte da Elder a Cerciello, che era intervenuto con il collega Andrea Varriale per recuperarla. Varriale rimase ferito.

GUARDA ANCHE IL VIDEO: Cerciello, il video dell'interrogatorio a Hjorth: "Maschio come ti chiami?"

Il 6 marzo scorso, nella sua requisitoria la pm Maria Sabina Calabretta aveva affermato che questa vicenda è caratterizzata da "fatti gravi" e "grave è l'ingiustizia che è stata commessa contro un uomo buono, che stava lavorando". "Tutti ci dicono che Cerciello e Andrea Varriale quando incontrano Brugiatelli si comportano in modo professionale e non confidenziale. Possiamo escludere una conoscenza pregressa con lui". 

LEGGI ANCHE: Omicidio Cerciello, difesa Hjorth: "Bendaggio offesa a dignità uomo"

La pm aveva quindi raccontato della "fuga" dei due americani nell'albergo, nella zona Prati, dove alloggiavano da alcuni giorni. E aveva ricostruito le telefonate intercorse tra loro e Brugiatelli per organizzare la riconsegna del cellulare e dello zaino. I due svolsero anche una sorta di perlustrazione di via Gioacchino Belli, la zona dove sarebbe dovuto avvenire l'incontro, verificando pure la presenza di videocamere. "Non fu legittima difesa, entrambi sono andati all'incontro preparandosi, erano pronti a tutto. Non si sono preoccupati della salute della vittima, sono scappati e hanno nascosto il coltello", aveva dichiarato in aula la pm chiedendo l'ergastolo.

GUARDA ANCHE IL VIDEO: "Chiesta acquisizione dei video", parla l'avvocato di Elder

"I carabinieri si sono qualificati, hanno mostrato il tesserino ed erano in servizio: si sono avvicinati frontalmente, non alle spalle", aveva spiegato. I due americani, invece, si difesero dicendo di aver aggredito Cerciello e Varriale, che erano in abiti civili, senza sapere che appartenessero alle forze dell'ordine e di averli scambiati per uomini mandati da Sergio Brugiatelli. Ma non è servito: sono stati condannati all'ergastolo.

GUARDA ANCHE IL VIDEO: Carabiniere ucciso, parla Brugiatelli. Sopralluogo al Meridien

Immediata, dopo la lettura della sentenza, la reazione degli avvocati dei due americani. "Questa sentenza rappresenta una vergogna per l'Italia con dei giudici che non vogliono vedere quello che emerso durante le indagini e il processo", ha detto l'avvocato Renato Borzone, difensore di Finnegan Lee Elder, "non ho mai visto una cosa così indegna. Faremo appello: qui c'è un ragazzo di 19 anni che è stato aggredito. Abbiamo assistito al solito tandem procure e giudici".