Omicidio Chiara Gualzetti, il killer condannato a 16 anni e 4 mesi

Chiara Gualzetti (Facebook)
Chiara Gualzetti (Facebook)

Il ragazzo imputato per l'omicidio di Chiara Gualzetti è stato condannato a sedici anni e quattro mesi dal Gup del tribunale per i minorenni di Bologna. La Procura aveva chiesto 16 anni e sei mesi.

La 15enne era stata uccisa il 27 giugno 2021 e il suo corpo era stato ritrovato ai margini di un bosco vicino all'Abbazia di Monteveglio, non lontano da casa.

È stata accoltellata e picchiata dall'amico, di cui si era invaghita, che le aveva dato appuntamento per fare una passeggiata. Il killer, durante l’interrogatorio, raccontò di avere agito dietro la spinta di un demone.

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"Ormai siamo arrivati ad un punto fermo della situazione e in base a quello che è l'ordinamento ci dobbiamo ritenere soddisfatti di questa sentenza”, si legge sull’Ansa, che ha riportato le parole di Vincenzo Gualzetti, il padre di Chiara, dopo la lettura della sentenza. “E' chiaro comunque che Chiara non c'è più, fondamentalmente avremmo voluto di più, però, ripeto, forse può essere una sentenza esemplare. Giustizia è altro, ma possiamo dire è stata fatta giustizia".

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"Ringrazio tutti, da chi ha cercato Chiara al pm, la Procura è stata fantastica. E' un periodo che non sto andando più a trovare Chiara - ha raccontato Vincenzo Gualzetti - perché sto entrando nell'ottica delle cose che Chiara non è là, c'è solo il suo corpo. Sto cercando di vivere ritrovando Chiara nel cuore e non sottoterra, sto prendendo coscienza che la tomba di Chiara è solo un punto dove abbiamo sepolto il corpo, ma lei vive con noi, cerco di viverla più nel presente”.

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L’inchiesta sui selfie

Poco prima della sentenza la Procura per i minorenni di Bologna ha aperto un fascicolo dopo una denuncia del padre di Chiara, il quale avrebbe ricevuto immagini e post oltraggiosi nei confronti della figlia. Tra i file arrivati anche foto scattate dal carcere minorile: in una di queste è ritratto anche il killer di Chiara che fa il segno di vittoria con la mano.

Applausi di scherno alla madre del minore condannato

Ad attendere la sentenza c’era anche la madre del condannato, accolta con applausi di scherno dagli amici dei genitori della vittima. La donna ha lasciato il palazzo di giustizia, dove il figlio era stato condannato poco prima, con il volto coperto e un cappello in testa.

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