Omicidio di Avellino: la madre di Giovanna Limata conferma la versione del figlio

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Omicidio Avellino chat
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Maria Crisci, la madre di Giovanni Limata, il ragazzo di 23 anni reo confesso dell’omicidio di Aldo Gioia, sostiene la stessa versione già raccontata dal figlio. Il 23enne avrebbe agito come una sorta di burattino nelle mani della fidanzata Elena Gioia, la quale avrebbe deciso e pianificato l’omicidio di tutti i componenti della sua famiglia.

Omicidio di Avellino: la ricostruzione

Le forze dell’ordine e gli inquirenti hanno ricostruito quanto accaduto la sera del 23 Aprile 2021. Giovanni Limata, armato di un coltello da caccia, sarebbe entrato nell’abitazione della famiglia Gioia, situata al centro di Avellino, con in mente di uccidere il padre 53enne di Elena, la madre e la sorella.

Con il pretesto di buttare la spazzatura, Elena avrebbe lasciato la porta di casa aperta in modo che il fidanzato potesse entrare per compiere gli omicidi. Le urla del padre, accoltellato 14 volte e morto durante il trasporto in ospedale, avrebbero però messo in fuga il ragazzo prima di compiere la strage. Limata si sarebbe fatto accompagnare a casa da un’amica e dalla madre di lei, ignare di quanto accaduto qualche istante prima e già ascoltate in procura.

Omicidio di Avellino: la confessione

Interrogata, Elena avrebbe inizialmente raccontato di una irruzione da parte di alcuni ladri. Ma la verità fu subito scoperta. Rintracciato a casa sua, Giovanni avrebbe confessato l’omicidio di Aldo Gioia e dove aveva nascosto l’arma del delitto. Inoltre, disse che a pianificare tutto era stata la 18enne fidanzata. Il motivo sarebbe stato l’opposizione alla loro relazione da parte della famiglia Gioia. Secondo Mario Villani, l’avvocato della famiglia, la vicenda è ancora da definire. Villani, infatti, sostiene che la sera dell’omicidio Giovanni non fosse solo all’interno della casa.

Omicidio di Avellino: la madre di Giovanni

La madre di Giovanni Limata, Maria Crisci, in una intervista rilasciata al quotidiano Il Mattino, ha spiegato dei momenti difficili vissuti dal figlio in passato. Il 23enne, in seguito ad una delusione d’amore, avrebbe tentato il suicidio, ma ha “sempre reagito trovando la famiglia dalla sua parte a sostenerlo”.

La donna ha poi ricostruito il pomeriggio del 23 Aprile dicendo che Giovanni aveva preso l’autobus per andare ad Avellino, tornando a casa la sera “stanco, strano, accompagnato da qualcuno. Poi sono arrivati i poliziotti e l’hanno preso”. Secondo la madre Giovanni “era convinto di non avere ucciso nessuno”. Maria Crisci ha concluso dicendo: “Non è la nostra famiglia che non ha amore al suo interno”.

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