Omicidio di Bolzano, il figlio della coppia assassinata mostra segni di pentimento

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benno neumair
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Si mostra pentito Benno Neumair, che dal carcere di Bolzano dov’è recluso ha rilasciato una lunga intervista all’Adnkronos in cui racconta la sua versione dei fatti sull’omicidio dei genitori, avvenuto lo scorso 4 gennaio: “Quando ho ucciso mio padre prima e mia madre poi, era come se fossi uscito dalla realtà. So bene che è difficile veder riconosciuta la totale incapacità di intendere e di volere. Che nulla, nemmeno il fortissimo pentimento che provo, mi risparmierà la pena lunga che ho appena iniziato a scontare. Ma è ora che si conosca anche la mia di verità.

Benno Neumair pentito per l’omicidio dei genitori

AI giornalisti appare un Benno molto diverso da quello raffigurato nelle foto che hanno circolato per mesi a seguito della morte dei genitori: Non faccio più attività fisica, pur avendone la possibilità qui. Leggo molto, soprattutto romanzi di viaggi, come le avventure di Robinson Crusoe. Niente gialli. Come un pendolo oscillo alternando momenti di profonda tristezza a frammenti di vita normale, con i miei compagni di cella. C’è chi sta bene, tutto sommato, dietro le sbarre, io no. Io non sto affatto bene, sono disperato. Trovo conforto dai colloqui con lo psicologo, ma fatico ancora a capire perché io abbia fatto quello che ho fatto”.

Benno Neumair pentito: la dinamica dell’omicidio

A questo punto Neumair racconta ai microfoni come sarebbe andata a suo dire in quella mattinata del 4 gennaio scorso, quando commise il duplice omicidio dei genitori Leura Perselli e Peter Neumair: “Tutto il clamore mediatico mi ha dato un gran fastidio. L’esercizio che faccio più spesso è quello di provare a cancellare dalla mia memoria il 4 gennaio. Quel giorno ho avuto un blackout, mai avevo pensato di uccidere qualcuno, tantomeno i miei genitori. Sono stato risvegliato da mio padre in maniera energica, abbiamo avuto l’ennesima discussione per i soliti motivi. Mi diceva che non valevo niente, al contrario di mia sorella che invece è tutto quello che un genitore può desiderare. Io soffro di un disturbo del sonno, il risveglio aggressivo, che mi rende nervoso, ci sono stati episodi anche con Madé, quando era adolescente”.

Da qui, la descrizione dell’assassinio: “Non ci ho visto più e quando mio padre è entrato in camera con quella veemenza, ho preso un cordino che avevo a portata di mano in un cestino e con quello l’ho strangolato. A quel punto mi sono assopito a terra, accanto al suo corpo. A svegliarmi il telefono, era mia madre che mi diceva che stava rientrando in casa. Ho sentito la chiave nella toppa, l’ho vista e con il cordino ancora in mano ho strangolato anche lei, senza che nemmeno facesse in tempo ad accorgersene. È successo tutto in pochi minuti“.

Benno Neumair pentito: la lontananza da casa

Il difficile rapporto con i genitori aveva portato Benno Neumair a trascorrere dieci anni della sua vita lontano da casa, per poi tornare a Bolzano in concomitanza con l’inizio della pandemia: “Sono andato via da casa nel 2010, stanco delle liti continue che tentavo ogni volta di evitare, puntualmente paragonato a mia sorella, bravissima in tutto, prematura nei suoi traguardi e molto legata a mia madre che invece mi offendeva sempre, mi denigrava Ero tornato a vivere con loro a causa del Covid, non avendo più possibilità lavorative”.

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