Omicidio 'Diabolik', sentito l'autista che era con lui

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Fabrizio Piscitelli, noto negli ambienti ultras e non solo come 'Diabolik', alle 19 di ieri sulla panchina in via Lemonia, al parco degli Acquedotti, era seduto insieme al cubano che gli faceva da autista. Presente quando il killer che li ha sorpresi alle spalle ha esploso il proiettile che ha ammazzato il leader degli Irriducibili, l'uomo è stato ascoltato a lungo dagli agenti della Squadra Mobile sulle tracce dell'assassino fuggito a volto coperto.  

Diabolik era tranquillo, all'appuntamento al parco senza la solita 'scorta' di amici albanesi al seguito, si fidava della persona che avrebbe dovuto incontrare. Lo conosceva, secondo gli inquirenti che hanno passato al setaccio il cellulare della vittima. 

Al momento gli inquirenti che indagano sull'omicidio non mettono da parte nessuna pista per quella che appare come un'esecuzione compiuta da un killer esperto, un "professionista". Le indagini a 360 gradi non escludono, infatti, il coinvolgimento della criminalità organizzata, sia italiana che estera. Piscitelli, come spiegano gli inquirenti, era un personaggio che aveva molti affari con vari gruppi anche in realtà straniere. 

Già nelle scorse ore è stato ascoltato dalla Squadra Mobile l'autista che di solito lo accompagnava a tutti gli appuntamenti, così come anche ieri sera. 

Omicidio volontario aggravato dal metodo mafioso. A questa ipotesi lavorano gli inquirenti. Il fascicolo sulla morte di Diabolik è affidato ai magistrati della Direzione distrettuale antimafia, coordinata dal procuratore facente funzioni Michele Prestipino. Oggi sarà effettuato all'istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata l'esame autoptico sul corpo.