Omicidio Diabolik, dall'autopsia 'morto sul colpo'

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Gli investigatori che indagano sull'omicidio di Fabrizio Piscitelli, ucciso mercoledì sera mentre si trovava su una panchina nel parco degli Acquedotti a Roma, stanno esaminando i tre cellulari che erano nella disponibilità dello storico capo ultras della Lazio. 

L'obiettivo è quello di ricostruire i contatti avuti nelle ore e nei giorni precedenti all'omicidio e chi gli abbia dato appuntamento nel parco al Tuscolano dove poi è stato ucciso. Le indagini, coordinate dalla Dda, non escludono il coinvolgimento della criminalità organizzata, sia italiana che estera come anche quella albanese. 

E' morto sul colpo. Sono i primi esiti dell'autopsia sul corpo di Diabolik, effettuata ieri all'istituto di medicina legale del policlinico Tor Vergata.  

Tra le persone ascoltate dagli inquirenti che indagano sull'omicidio ci sono anche la moglie e la sorella dello storico capo ultras della Lazio. 

Già era stato sentito dalla Squadra Mobile l'autista, un cubano, che lo accompagnava a tutti gli appuntamenti da circa una decina di giorni così come la sera del delitto. Piscitelli non poteva infatti guidare dopo essere stato sottoposto a una misura di prevenzione. 

Al momento però dalle testimonianze raccolte da amici e familiari non sono emersi elementi utili alle indagini, né notizie di cambi di abitudini legati a possibili minacce. 

Il questore di Roma Carmine Esposito ha ritenuto opportuno disporre per ragioni di ordine e sicurezza pubblica i funerali in forma privata. Si celebreranno alle 6 del mattino di martedì 13 settembre nella cappella del cimitero Flaminio, in via Flaminia.