Omicidio d'identità, cosa è e cosa prevede la legge per chi sfregia una donna

“Il volto distrutto e volutamente sfregiato per sempre ha il valore di una morte civile, inferta con inaudito cinismo” (Credits – AP)

I casi si stanno moltiplicando, diventando un problema sociale grave e non più solo un evento sporadico. Parliamo delle donne sfregiate – spesso con l’acido – da mariti, fidanzati o ex. Un’escalation preoccupante che ha portato una delle vittime, Carla Caiazzo, a chiedere alla politica di intervenire.

Così è nato un disegno di legge che vede la partecipazione di tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione, e che ha come prima firmataria la senatrice del PD Laura Puppato. Un disegno di legge per introdurre un nuovo reato, quello di ‘omicidio d’identità’. Sì, perché secondo i firmatari sfregiare con l’acido o bruciare il volto e il corpo della propria ex è qualcosa che va oltre alle lesioni personali, ma ‘uccide’ la vita sociale delle vittime.

Come ha detto la senatrice Puppato, infatti, “il disegno di legge colma un vuoto normativo e rappresenta un unicum anche in campo europeo. Il volto distrutto e volutamente sfregiato per sempre ha il valore di una morte civile, inferta con inaudito cinismo e frutto o causa, sopra ogni cosa, della volontà violenta di restare unici padroni dell’io profondo della vittima che si sarebbe voluta possedere. Per tali atti non bastano le pene previste per la lesione grave o gravissima subita in qualunque altre parte del corpo umano. Non perché, ovviamente, non sia grave ogni atto lesivo di una persona, ma perché lo sfregio del volto va a incidere profondamente sull’identità fisica, sociale e psicologica”.

La senatrice spiega, appunto, che “gli autori dell’omicidio di identità oggi agiscono consapevoli di produrre il massimo del danno e andare incontro a pene minime rispetto a quanto causano. La nuova norma, punendo con la reclusione non inferiore a 12 anni fornisce ai magistrati gli strumenti per comminare pene adeguate in modo rapido”.

Il disegno di legge è stato scritto in collaborazione con le vittime, i loro avvocati, psicologi e criminologi e, come detto, l’Introduzione nel codice penale degli articoli 577-bis, 577-ter e 577-quater in materia di omicidio d’identità è stata sottoscritta da tutti i gruppi parlamentari. L’unanimità del Parlamento di fronte a questo disegno di legge fa, dunque, sperare che venga approvato in tempi rapidi, senza ostacoli, come ribadisce anche la Puppato “la nostra è una iniziativa talmente condivisa che credo la sua approvazione si possa dare per acquisita”.

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