Omicidio Elisa Pomarelli, Ligabue scrive alla sorella

Luciano Ligabue (foto Stefania D'Alessandro/Getty Images)

"Ciao Debora, sono Luciano. Se davvero 'Piccola stella senza cielo' la cantava così spesso, è ora che Elisa un cielo lo trovi, che la giustizia faccia il suo corso e che voi possiate onorarla e celebrare la sua memoria".

E' l'incipit della lettera che il cantautore Luciano Ligabue ha scritto a Debora Pomarelli, sorella della 28enne uccisa ad agosto da Massimo Sebastiani a Campogrande di Carpaneto Piacenza.

VIDEO - Le fasi della violenza sulle donne

E' stato il quotidiano piacentino "Libertà" a darne notizia, raccontando della richiesta inviata da Debora al rocker di Correggio, del quale Elisa era grande fan. Allegando una foto insieme alla sorella, scattata nel 2011 al concerto dell'artista a Campovolo, Debora aveva chiesto a Ligabue: "Ti scrivo questa lettera per chiederti un regalo per me e indirettamente per mia sorella Elisa. Vorrei tanto che tu facessi un video per lei in cui le parlassi e le cantassi la nostra canzone".

“La mia vita - ha scritto ancora Debora - si è frantumata, ho perso non solo mia sorella ma la mia migliore amica, la persona che pensavo sarebbe stata accanto a me ad affrontare tutti i problemi che la vita via via ti presenta. Avevamo solo 21 mesi di differenza, siamo cresciute insieme a ritmo della tua musica. Sei sempre stato il nostro idolo. Ci hai accompagnato in tante occasioni di gioia e di tristezza. Persino in questa fine estate fra agosto e settembre quando non sapevo ancora cosa fosse capitato a Elisa, quando ho disprezzato tutto della vita persino la musica, l'unica canzone che è riuscita ad emozionarmi ancora una volta è stata 'Piccola stella senza cielo'. Sono tornata indietro con la mente, io ed Elisa abbiamo ascoltato questa canzone milioni di volte e ho preso consapevolezza di quanto, con questa canzone, tu stessi parlando di lei".

VIDEO - Luciano Ligabue ospite alla prima di "Balliamo sul mondo

Poche ore dopo è arrivata la risposta di Ligabue: "Sto guardando la foto che mi hai inviato in cui tu e tua sorella eravate campeggiate in attesa del concerto a Campovolo. E' una foto che fa male. Perché non riesco a pensare a niente di più lontano fra quel vostro momento e quello che tu e i tuoi genitori state vivendo adesso. Mando a Elisa un saluto davvero commosso e a te e ai tuoi un abbraccio forte".