Omicidio Faenza, "Ilenia minacciata da ex marito per anni"

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Dopo l'arresto dell'ex marito di Ilenia Fabbri, le ultime notizie relative alle indagini sull'omicidio di Faenza arrivano dall'ordinanza del Gip. "Per anni, e in tante occasioni, Nanni ha minacciato di morte, direttamente o indirettamente, la moglie Ilenia. Lo ha fatto direttamente a lei, che dalle condotte del marito aveva ben compreso le intenzioni violente nei suoi confronti, lo ha fatto indirettamente, comunicando a terzi la sua intenzione di uccidere la moglie", si legge in un passaggio dell’ordinanza applicativa di misure cautelari del Gip Corrado Schiaretti, che ha disposto l'arresto per l'ex marito della donna e per l’uomo ritenuto esecutore materiale del delitto, Pierluigi Barbieri.

"Le controversie fra Nanni Claudio e Fabbri Ilenia erano cominciate anni prima e sono proseguite fino alla morte della donna, che le ha tragicamente risolte", scrive ancora il Gip. Controversie che avrebbero visto Ilenia vittima di maltrattamenti e minacce, iniziate prima della loro separazione, nel 2018, tra cause civili e penali, al centro l’assegnazione della casa famigliare, le spettanze di Ilenia per l'attività lavorativa prestata nell'impresa di famiglia, che gestiva l'officina del marito, e il mantenimento. Questioni economiche, insomma, andate avanti per anni, fino alla morte della donna.

Ilenia aveva sporto denuncia nei confronti dell’ex marito e una prima traccia di conflitto, si legge nell’ordinanza, emerge già nel 2017 quando la 46enne aveva denunciato Nanni "per una aggressione perpetrata il 17 ottobre 2017", commessa "aggredendola alle spalle, afferrandola con forza con una mano da dietro il collo e facendole sbattere la testa nel muro, per poi spingerla verso un mobile, tenendole la testa abbassata e stringendole il polso", come da referto dell’epoca.

Ilenia lamentava "un controllo ossessivo delle entrate domestiche", affermando che "le era negata un'autonoma disponibilità di denaro, nonostante il lavoro prestato in officina, e che ogni spesa veniva controllata dal marito". Ilenia aveva anche denunciato "di avere rinvenuto, installato sulla sua autovettura, un Gps" con microfono integrato e micro Sim: Nanni si era difeso affermando di averlo fatto per provare un antifurto.

A un’amica storica, poi, Ilenia aveva riferito che "già nel 2017 il matrimonio con Claudio era profondamente in crisi – si legge ancora nell’ordinanza -. Con lei aveva raccontato di essere stata picchiata dal marito, di essere stata seguita da un investigatore inviato da lui" e di avere trovato un Gps sulla macchina, installato da Claudio, per monitorare i suoi movimenti: "Una sera che era a cena a casa mia – ha raccontato l’amica -, mi ha detto ‘se mi ammazzano sappiate che è stato Claudio’".

All’uomo era anche stata sequestrata un’arma, una pistola marca Mauser calibro 7,65, acquistata "senza nulla riferire alla moglie (che infatti non ne ha fatto cenno in sede di denuncia)", e nascosta "dove la moglie non poteva trovarla, ovvero in officina".

"Nei mesi precedenti alla separazione – scrive ancora il Gip - Nanni aveva tolto alla moglie tutte le deleghe sui conto correnti, lasciandole solo la disponibilità di una carta Conad per le spese minute alimentari". Ilenia "reagiva all’aggressività economica del marito promuovendo delle cause", come quella del settembre 2019, per recuperare una parte degli stipendi che non le erano stati corrisposti quando lavorava nell'officina del marito. Il 26 febbraio 2021 sarebbe dovuta cominciare l'istruttoria testimoniale della causa davanti al Giudice del lavoro, ma Ilenia è stata uccisa il 6 febbraio.