Omicidio in faida nel Napoletano: un'ordinanza cautelare bis

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Napoli, 7 feb. (askanews) - I carabinieri del Nucleo Investigativo di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare in carcere, emessa dalla V Sezione della Corte di Assise di Appello di Napoli nei confronti di Pasquale Rapicano, detenuto per reati in materia di armi, ritenuto l'esecutore materiale dell'omicidio premeditato e aggravato dalle finalità mafiose di Pietro Scelzo, avvenuto a Castellammare di Stabia il 18 novembre 2006. La richiesta della misura restrittiva è stata avanzata dalla Procura generale dopo la sentenza in secondo grado del 28 novembre 2019 che ha condannato Rapicano all'ergastolo con isolamento diurno per sei mesi. L'odierno provvedimento arriva dopo una lunga istruttoria dibattimentale e le recenti dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia che hanno consentito di accertare l'esatta dinamica dell'omicidio commesso da Rapicano insieme a Vincenzo Guerriero, detto Enzuccio o' cane, morto suicida nel carcere di Benevento nel 2017. E' stato grazie alle recenti dichiarazioni - si legge in una nota dell'Arma - del pentito Renato Cavaliere che è stato possibile inquadrare l'uccisione di Scelzo, avvenuta alle 20:40 di 14 anni fa in vico Pace nel contesto della faida tra i clan D'Alessandro e Omobono-Scarpa, dopo la scissione nel 2004 di questo gruppo criminale. L'omicidio di Scelzo, noto come "o'nasone", avvenuto nel centro storico di Castellammare, si collocava in una fase estremamente violenta, caratterizzata da numerosi eccellenti delitti tra cui quelli di Giuseppe Verdoliva e Antonio Martone, affiliati al clan D'Alessandro.