Omicidio Jessica: avrebbe rifiutato avance dell’assassino

Secondo gli inquirenti, infatti, l’ipotesi più probabile del movente dell’efferato delitto sarebbe stato il tentativo di avere un rapporto sessuale da parte di Garlaschi. (Credits – Facebook)

Inizia a farsi luce nell’omicidio di Jessica Valentina Faoro, la 19enne uccisa a Milano da Alessandro Garlaschi, 39 anni, proprietario della casa in cui Jessica viveva. Secondo gli inquirenti, infatti, l’ipotesi più probabile del movente dell’efferato delitto sarebbe stato il tentativo di avere un rapporto sessuale da parte di Garlaschi nella notte di martedì, con la ragazza che si sarebbe rifiutata.

A questo punto, forse per paura che la ragazza parlasse con la moglie o con altri, il tranviere sarebbe andato nel panico e l’avrebbe uccisa a coltellate, probabilmente intorno alle 4 del mattino, anche se il corpo è stato scoperto solo alle 10.30. Solo ore dopo l’omicidio, dunque, Garlaschi sarebbe sceso nella portineria del suo palazzo, in via Brioschi, 93, nel quartiere Stadera, con gli abiti sporchi di sangue. “Ho una ragazza morta in casa” avrebbe detto, senza aggiungere altro.

Alessandro Garlaschi, subito fermato, è stato sentito dal pm Cristina Roveda e dagli agenti della Squadra Mobile, ai quali avrebbe fatto alcune, solo parziali, ammissioni, mentre la moglie è stata portata in Questura per essere interrogata. Secondo le prime informazioni l’uomo dopo l’omicidio avrebbe tentato di tagliarsi i polsi, o almeno si è procurato dei tagli, forse per inscenare un tentato omicidio e dare maggior credibilità all’omicidio per raptus. Secondo le indagini, dopo aver ucciso Jessica, l’uomo avrebbe anche tentato di dare fuoco al corpo della giovane e avrebbe, infine, buttato il coltello che non è ancora stato trovato.

Ad aumentare, però, ancor più le ombre sull’assassino è il suo passato. Nel 2014, infatti, Garlaschi era stato denunciato per stalking, mentre negli ultimi tempi, come i colleghi hanno raccontato, era molto teso e che aveva qualche difficoltà sul lavoro. Mentre era alla guida del tram numero 15 si sarebbero verificati dei piccoli incidenti e i responsabili avrebbero cercato di sollevarlo dall’incarico.

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