Omicidio Luca Sacchi: amico avrebbe avuto contatti con il killer

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Proseguono le indagini sull’omicidio di Luca Sacchi, il personal trainer ucciso a Roma con un colpo di pistola alla testa giovedì 17 Ottobre 2019. L’ultima novità riguarda un amico della vittima, Giovanni Princi. Il ragazzo è sospettato di aver avuto dei contatti telefonici con Del Grosso, accusato dell’omicidio, o con Pirino, suo complice.

Gli inquirenti si stanno concentrando proprio su questi contatti. Giovanni Princi era il compagno di liceo di Sacchi con il quale il ragazzo aveva ripreso i contatti da pochi mesi. Il Nucleo Investigativo dei Carabinieri sta acquistando i tabulati telefonici per verificare che tipo di comunicazioni sono intercorse.

Omicidio Luca Sacchi

Rimane sempre al centro delle indagini, il ruolo della ragazza di Luca Sacchi, Anastasiya Kylemnyk. Da quanto riferito dagli intermediari, la 25enne avrebbe avuto un ruolo di “tesoriere”, forse per conto di qualcuno intenzionato ad avviare un mercato di stupefacenti alternativo a quello gestito dai clan ai quali rispondevano Del Grosso e Pirino.

Nel frattempo, Del Grosso ha chiesto di poter vedere la madre in carcere. Fu proprio lei a denunciarlo al commissariato di San Basilio poco dopo l’omicidio. Al momento la visita non è stata ancora autorizzata.

Il 30 Ottobre 2019, Alfonso Sacchi, il padre di Luca aveva indetto una conferenza stampa per parlare dell’accaduto. Le sue parole si rivolsero al figlio e alla fidanzata Anastasiya. Di Luca disse: “Mio figlio era pulito e sincero. Era all’oscuro di tutto, ne sono sicuro. Non aveva bisogno di soldi. Quella sera a casa Luca mi ha dato un bacio e mi ha detto ‘ti voglio bene’. È stata l’ultima volta che l’ho visto”. Parlando della fidanzata, le sue parole furono queste: “Posso solo dire che era una brava ragazza, lui la amava e l’amavo pure io. Le ho anche detto: ‘Tu per me sei una figlia, la sua stanza è tua se vuoi’. Cos’altro deve fare un genitore? Io spero che Anastasia sia pulita, come la conoscevamo noi. Altrimenti aggiungeremmo dolore su dolore”.