Omicidio Luca Sacchi, fermati due 21enni romani: "Hanno complici"


L’OMICIDIO DI LUCA SACCHI: LE FOTO

La morte di Luca Sacchi, il personal trainer 24enne ucciso mercoledì sera a Roma mentre era con la sua fidanzata, sarebbe la conseguenza di una trattativa per l'acquisto di una partita di droga degenerata in tragedia. Il piano dei presunti pusher era di prendersi il denaro (contenuto nello zainetto della ragazza) senza cedere lo stupefacente. E' la convinzione del pm di Roma Nadia Plastina, messa nero su bianco nelle sette pagine del provvedimento di fermo per i due 21enni.

Luca Sacchi è stato freddato con un colpo di pistola alla testa in via Franco Bartoloni, nella notte tra mercoledì e giovedì, sotto gli occhi di Anastasia Kylemnyk.

Secondo l’Ansa, sarebbe stata la madre di uno dei due killer a denunciare il figlio alle forze dell'ordine. "Temo sia stato mio figlio, forse è coinvolto nell'omicidio di Luca Sacchi", avrebbe detto la donna, recatasi nella tarda serata di giovedì in un commissariato accompagnata dall'altro figlio.

Luca Sacchi e la fidanzata

I due sospettati, Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, entrambi 21enni residenti a Roma, sono stati sentiti in Questura. Alla fine del lungo interrogatorio, la Procura ha emesso il decreto di fermo per i due giovani, che sono stati condotti nel carcere di Regina Coeli. I reati ipotizzati sono omicidio, rapina, detenzione e porto abusivo di armi.

I due fermati, entrambi del quartiere San Basilio, avrebbero tentato di nascondersi. Del Grosso è stato rintracciato in un hotel in zona Tor Cervara dove aveva trovato rifugio, mentre Pirino è stato rintracciato sul terrazzo di una palazzina ove si era nascosto, in zona Torpignattara. “E' successo un casino”, avrebbe detto Valerio alla compagna alcune ore dopo il delitto, raccontandole quanto era accaduto. Del Grosso alle 23.15 circa del 23 ottobre avrebbe scritto un messaggio alla donna per chiederle di vedersi. Avrebbero passato la notte in albergo, come lei stessa ha raccontato agli inquirenti: "Mi riferiva che era successo un casino e che lui aveva esagerato nel comportarsi".

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“Hanno complici e potrebbero fuggire”

La Procura di Roma ha spiegato così i motivi del fermo dei due presunti killer: "Sussistono specifici elementi che fanno ritenere fondato il pericolo di fuga". I due "erano oramai consapevoli delle indagini a loro carico e, godendo di non poche complicità, potrebbero fuggire per sottrarsi alle conseguenze dell'omicidio".

I due, si legge nel provvedimento, “avrebbero dovuto consegnare della droga a un gruppo di amici della vittima, ma in realtà erano intenzionati a rapinare i giovani dei soldi che sapevano detenere in uno zaino da donna, senza consegnare la sostanza stupefacente pattuita”. Del Grosso e Pirino "a bordo di una Smart di colore chiaro, armati di un revolver calibro 38 e di una mazza da baseball in via Teodoro Momsen e all'uscita del pub John Cabot, si avvicinavano alla vittima e alla fidanzata Anastasia che deteneva il denaro nello zaino a spalla". "Mentre Pirino la colpiva con una mazza alla nuca - si legge ancora nel decreto di fermo - intimandole di consegnare lo zaino che le strappava una volta a terra, Del Grosso alla reazione di Sacchi che affrontava l'aggressore esplodeva contro di lui un colpo di arma da fuoco da distanza ravvicinata in direzione del capo".

Foto: Cecilia Fabiano-LaPresse


Il movente

Dalle prime informazioni, dunque, sembrerebbe che non si sia trattato di una normale rapina, ma che dietro ci possa essere una questione legata al mondo della droga. Pare che Luca e la fidanzata volessero acquistare stupefacenti. I due ventenni avrebbero però notato che nello zainetto della donna c'erano molti soldi (pare ci fossero diverse mazzette da 20 e 50 euro) e si sarebbero quindi offerti di procurare la droga per poi tornare armati di pistola e rapinare Anastasia. Alla reazione di Luca, uno dei due, forse Del Grosso, ha sparato colpendolo alla testa.

Anastasia: “La droga non c'entra nulla”

Anastasia Kylemnyk ha però negato che l’omicidio di Luca sia legato alla droga. "Questioni di droga? Noi eravamo lì per tenere d'occhio il fratellino che era al pub. - ha detto la ragazza intervistata dal Tg1 - Luca non è quello che dicono, Luca è l'amore, è solo questo. Non ci sono altre parole per definirlo, ha dato tanto amore, l'ha ricevuto e lo riceverà in continuo, sarà sempre con noi". "Luca non ha mai incontrato gli spacciatori. Non ho visto e sentito nulla. Ho sentito solo la voce di un ragazzo romano e giovane. Mi ha detto 'dammi sto zaino'. E Luca mi ha protetto come ha sempre fatto: l'ha messo a terra e forse per questo si sono spaventati".

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La ragazza avrebbe fornito informazioni importanti per risalire ai presunti assassini. “Mi sono sentita strattonare da dietro. - ha riferito la giovane - Mi hanno detto: ‘Dacci la borsa’. Gliela stavo consegnando quando mi hanno colpito con una mazza. A questo punto è intervenuto Luca che ha reagito bloccando il ragazzo che mi aveva aggredito. Quindi è intervenuto l’altro aggressore che gli ha sparato in testa”.

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“Saranno donati gli organi”

La famiglia di Luca Sacchi smentisce le voci secondo cui il ragazzo ucciso potesse fare uso di droga. “Prima di donare gli organi, come è stato scelto dalla famiglia – spiega il legale Domenico Pavone – l’ospedale ha effettuato tutti gli accertamenti clinici e tossicologici, che hanno dato esito negativo e dunque si è proceduto all’espianto”. “Luca era un atleta, naturista e salutista – ha precisato il legale per voce dei genitori – e non usava nulla che potesse danneggiare il suo equilibrio, sia nell’animo che nel corpo“.

La famiglia, tramite il legale, precisa che Luca non conosceva i due fermati né aveva mai avuto contatti con loro. La mazza per colpire la giovane è stata trovata nei campi vicino al Grande Raccordo Anulare, nei pressi dell’uscita per Casal Monastero. Gli investigatori cercano ancora la pistola usata da Dal Grosso per uccidere, descritto dai titolari della pasticceria dove lavorava come “un ragazzo solare, perbene. Non sappiamo darci una spiegazione. Ieri mattina è venuto regolarmente a lavoro poi verso l’ora di pranzo ci ha detto ‘mi sento male, vado a casa‘. Stamattina è invece venuto il padre e ha detto che non sarebbe venuto, spiegando cosa era successo”.

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