Omicidio Luca Sacchi, il padre in lacrime: "Gli dicevo di non fidarsi"

Luca Sacchi e Anastasya


"Mio figlio era stupendo e sempre col sorriso, sempre pronto allo scherzo e aveva tanta voglia di vivere. Tutti lo conoscevano per il bravo ragazzo che era. Gli dicevo di non fidarsi e di stare attento anche a suo fratello. Aveva passione per lo sport. Dopo la morte ho indossato anche i suoi indumenti per prendere coraggio". Alfonso Sacchi non riesce a trattenere le lacrime mentre parla del figlio Luca, ucciso mercoledì scorso a Roma, a soli 24 anni, mentre si trovava in compagnia della fidanzata Anastasya nei pressi di un pub.

Nel corso di una conferenza stampa indetta dalla famiglia nella Capitale, il signor Alfonso ha parlato a lungo del ragazzo, della sua compagna e di quello che probabilmente è accaduto durante quella maledetta serata. "Mio figlio, la sera del 23 ottobre, era all'oscuro di tutto, ne sono sicuro. Non aveva bisogno di soldi. Voglio che comprendiate la mia difficoltà, mia moglie non ce l'ha fatta perchè è devastata, come lo sono io".

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Il “contatto” con i pusher, nell'ordinanza indicato come "conoscenza intima" di Luca Sacchi, sarebbe, secondo il padre del 24enne, "un ragazzo che mio figlio conosceva: questa persona l'aveva rivista da 5 o 6 mesi, si conoscevano dai tempi del liceo. Quella sera, a casa, Luca mi ha dato un bacio e mi ha detto 'ti voglio bene'. È stata l'ultima volta che l'ho visto".

"Luca voleva che si facesse bene al prossimo, e per questo io e mia moglie abbiamo deciso che i suoi organi venissero donati. Pensate che il dottore ci ha detto che hanno espiantato tutti gli organi, tranne il cuore perchè aveva i ventricoli troppo grossi, perchè era un atleta".

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E sulla fidanzata 25enne di Luca, Alfonso Sacchi ha precisato: "Anastasya l'abbiamo accolta come una figlia, perchè Luca le voleva bene. Non lo so, forse mio figlio si fidava troppo della gente. Anastasya voglio che sia pulita. Perchè se così non fosse, se avesse recitato, un dolore si aggiungerebbe a questo immenso dolore".

"Il giorno dopo l'omicidio l’ho abbracciata, è venuta a casa. Ha dormito con noi. Da allora non l'ho più vista. Poi solo contatti telefonici per saper come stavamo. L'ultimo sabato Anastasia continuava a dire di essere stata aggredita. Aveva il collarino, la nostra famiglia ha pianto con lei", ha spiegato il signor Alfonso durante la conferenza stampa.

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Anche il legale della famiglia Sacchi è intervenuto sulla figura della fidanzata di Luca, ribadendo che con lei "si sono persi i contatti da sabato". "Su alcuni giornali è apparsa una frase secondo cui per la famiglia Sacchi è immorale difendere Anastasia, sono parole erroneamente intercettate. Quando si parla di lei bisogna camminare con piedi di piombo. Allo stato lei è persona offesa".

"Qualcuno in questa storia sta mentendo, ma non crocifiggiamo Anastasia. Sullo zaino, per esempio, non esistono fonti ufficiali sul contenuto. L'ombra c'è, su tutti i coinvolti - ha sottolineato l'avvocato - Quello che chiediamo è che non venga accostata la famiglia Sacchi, né Luca, con la vicenda droga".

In chiusura di conferenza, il signor Alfonso ha voluto lanciare un appello: "Non so cosa sia successo, chiedo giustizia. Forse Luca è morto senza neanche sapere il perché”.

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