Omicidio Meredith, Guede gestirà biblioteca del Centro criminologico

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(di Silvia Mancinelli)"Guede si occuperà della gestione della nostra biblioteca insieme alla direttrice, in particolare di supportare alcuni elementi di ricerca che magari vengono attivati con i ragazzi che seguono i corsi, anche i laureandi dell'università, che vengono a consultare i testi che abbiamo per ricerche personali o per tesi di laurea. In più si occuperà di quelle attività di supporto alla segreteria. Speriamo che cominci tra pochi giorni". Lo dice all'Adnkronos Marcello Cevoli, presidente del Centro Studi Criminologici di Viterbo, dove Rudy Guede, che sta scontando nel carcere di Viterbo una condanna a 16 anni per l'omicidio di Meredith Kercher, già da tempo svolge un tirocinio e ora lavorerà. 

"Siamo sede per tirocini di lavoro di detenuti che stanno facendo percorsi di recupero e di reinserimento - spiega ancora il presidente - Su Rudy Guede nessun tipo di perplessità, per noi è un detenuto come un altro. Solo che i detenuti che vengono a svolgere orari all'interno del centro devono avere almeno una qualifica di laurea, per il tipo di attività che vengono svolte qui". 

"Nel nostro centro accettiamo dei detenuti, che sono tali perché evidentemente hanno commesso qualcosa - spiega - Chi più grave, chi meno grave. Molti vengono dal carcere di Mammagialla, che addirittura ospitava dei 41 bis anche se ora quel programma non c'è più, quindi parliamo di detenuti con un certo tipo di condanna. Non è che ci poniamo altro problema, noi facciamo il nostro mestiere, quello di fornire un luogo dove c'è una possibilità di reinserimento". 

Ieri il Tribunale di Roma ha concesso la semilibertà al giovane ivoriano. ''Con la misura alternativa della semilibertà il mio assistito verrà contrattualizzato dal Centro di studi Criminologici di Viterbo ed è soddisfatto. Comincerà non appena il magistrato di sorveglianza avrà emesso l'ordinanza con la quale disciplina gli orari di entrata e uscita dal carcere e le modalità di svolgimento", spiega all'Adnkronos l'avvocato Fabrizio Ballarini, difensore Guede.  

"La misura alternativa della semilibertà nell'ordinamento penitenziario significa che la persona passa una parte della giornata da libero e una parte da detenuto - spiega ancora Ballarini - Quindi il giudice adesso emetterà un'ordinanza con un programma dettagliato dove indicherà anche gli orari in cui dovrà uscire dal carcere e rientrare dal carcere, normalmente in serata. Nell'arco della giornata sarà impiegato con un contratto di lavoro presso il Csc nella segreteria del centro oltre all'attività di catalogazione organizzazione dei corsi e incarichi che riguardano la segreteria". 

"La questione - precisa l'avvocato - si innesta in un programma che è stato definito già da diversi anni, che è un programma rieducativo fatto per ogni detenuto all'interno del carcere dalle équipe comportamentali. Questo programma nel caso specifico prevedeva la possibilità di passare prima attraverso i permessi premio, poi attraverso il lavoro esterno e quindi gradualmente la semilibertà era l'opzione immediatamente successiva".  

"Lui ha cominciato nel 2016 prendendo i permessi, fino ad oggi ha usufruito di 25 permessi premio e continua ad usufruirne perché è un programma che va per conto suo, non si sovrappone a quello delle altre misure alternative - prosegue - Permanendo sempre all'interno del carcere dal 2017 usufruisce del lavoro esterno che si è concretizzato in un tirocinio formativo presso il Centro di studi criminologici, dove svolgeva un'attività di catalogazione presso la biblioteca del centro".  

"Visto che è stata costituita questa biblioteca all'interno del centro ci sono state diverse donazioni di testi - racconta il legale di Rudi Guede - la sua attività si è concretizzata nel catalogarli e ordinarli attraverso un software e anche materialmente negli spazi che aveva la libreria. Ha svolto e sta svolgendo questo tipo di attività anche adesso". "Il lavoro esterno, dal punto di vista procedurale, consentiva al detenuto quattro giorni alla settimana di uscire per tre ore la mattina e due giorni anche per due ore il pomeriggio e di rientrare subito dopo la fine dell'orario di lavoro".  

Quanto al fatto che possa sembrare anomalo che un ragazzo condannato per omicidio vada a lavorare proprio in un centro di criminologia, l'avvocato ha concluso: "Assolutamente non ci vedo niente di anomalo, il centro ha questa forma di collaborazione con gli istituti penitenziari, non ci vedo niente di male".