Omicidio Meredith: Guede resta l’unico colpevole

E’ arrivato il no della Cassazione alla revisione del processo per Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio e la violenza sessuale. (Credits – AP)

Meredith Kercher? Uccisa da Rudy Guede, che ha fatto tutto da solo. Questa la conclusione processuale di uno dei casi di cronaca nera che più hanno colpito l’opinione pubblica negli ultimi anni. E dopo le condanne e le assoluzioni per Amanda Knox e Raffaele Sollecito, ieri si è messa la parola fine anche sulla questione Guede.

Ieri, infatti, è arrivato il no della Cassazione alla revisione del processo per Rudy Guede, condannato in via definitiva a 16 anni per l’omicidio e la violenza sessuale sulla studentessa inglese Meredith Kercher. La Cassazione, dunque, ha rigettato il ricorso della difesa dell’ivoriano contro la decisione della corte d’Appello di Firenze, che il 10 gennaio 2017 aveva dichiarato inammissibile la richiesta di revisione. Una condanna che, però, lascia ancora molti dubbi.

Meredith, studentessa inglese in Italia nell’ambito del progetto Erasmus presso l’Università di Perugia, fu ritrovata priva di vita il 1° novembre 2007 con la gola tagliata nella propria camera da letto, all’interno della casa che condivideva con altri studenti. La causa della morte fu un’emorragia a seguito di una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato usato come arma.

Per l’omicidio Rudy è stato condannato con rito abbreviato per concorso in omicidio e violenza sessuale dopo aver ammesso la sua presenza nella villetta Rudy Guede. E proprio il termine “concorso” è quello che ancora oggi lascia aperti molti dubbi. Perché l’unico condannato è stato Rudy Guede, quindi secondo la Giustizia italiana è l’unico colpevole. Ma se è stato condannato “in concorso”, con chi lo ha commesso se è l’unico condannato?

In primo grado, come concorrenti nell’omicidio, furono condannati dalla Corte d’Assise di Perugia nel 2009 anche la statunitense Amanda Knox e l’italiano Raffaele Sollecito, ai tempi fidanzati, con la Knox che conviveva con Meredith. Il 27 marzo 2015, però, al termine di tutte le fasi dei processi, la quinta sezione penale della Corte suprema di Cassazione, presieduta dal consigliere Gennaro Marasca, annulla senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolvendoli per non aver commesso il fatto, affermando la mancanza di prove certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini. Il tutto, nonostante il giudice ammettesse la presenza della Knox nella casa al momento del delitto (da lei in seguito negata), ma decretandone la non punibilità come connivente di Guede, perché non partecipe dell’azione omicidiaria e versante in stato di necessità.

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