Omicidio Mollicone, il delitto nel 2001: un giallo lungo 20 anni

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Venti anni fa veniva uccisa Serena Mollicone, un omicidio su cui non è ancora stata fatta piena luce. Cosa accadde la mattina del 1 giugno del 2001? Chi incontrò Serena? Chi la uccise e trasportò il corpo nel boschetto dell'Anitrella, a pochi chilometri da Arce, dove la 18enne viveva con il padre? Sarà la verità processuale a dover rispondere a tutti questi quesiti, attraverso le oltre 200 testimonianze previste in aula e l'analisi delle prove che si formeranno in dibattimento.

La prima udienza del processo si è celebrata il 19 marzo, giorno della festa del papà, un data simbolica, interpretata da molti come un omaggio a Guglielmo Mollicone, quel padre che ha passato la vita a lottare per la verità ma è morto prima dell'inizio del processo. La prima udienza si è svolta a porte chiuse nel Tribunale di Cassino, davanti alla Corte d'Assise, mentre le altre si sono tenute in un'aula dell'università.

Nel processo sono imputati l'ex maresciallo dei carabinieri, all'epoca del delitto comandante della stazione di Arce, Franco Mottola, il figlio Marco, la moglie Annamaria e il maresciallo Vincenzo Quatrale, che sono accusati di concorso in omicidio. Quatrale, inoltre, è accusato di istigazione al suicidio del brigadiere Santino Tuzi mentre l'appuntato Francesco Suprano deve rispondere di favoreggiamento.

Serena Mollicone scompare la mattina del 1 giugno 2001. Esce presto per andare all'ospedale di Sora e non fa più ritorno a casa. All'ora di pranzo il padre, Guglielmo Mollicone, maestro elementare e titolare di una cartoleria ad Arce, inizia a preoccuparsi e nel pomeriggio ne denuncia la scomparsa ai carabinieri. Cominciano le ricerche e due giorni dopo il corpo della ragazza viene trovato vicino a un mucchio di rifiuti in un boschetto all'Anitrella. Serena ha mani e piedi legati con nastro adesivo e fil di ferro, e un sacchetto di plastica in testa.

(di Giorgia Sodaro)