Omicidio Roma, "per indagati rischio altri gravi reati e pericolo fuga"

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"La custodia cautelare in carcere appare proporzionata all'entità dei gravissimi fatti ed alla sanzione che si ritiene possa essere irrogata che allo stato in ragione dei limiti edittali previsti dalla norma contestata si ritiene possa essere superiore a 3 anni di reclusione sicché non ricorre alcuno dei divieti. Non risulta che i fatti siano stati compiuti in presenza di una causa di giustificazione o di non punibilità. Non sussistono cause di estinzione del reato o della pena che si ritiene possa essere irrogata". Lo scrive il gip Corrado Cappiello nell’ordinanza di 8 pagine di custodia cautelare in carcere con cui ha convalidato il fermo di Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due 21enni accusati dell’omicidio di Luca Sacchi, ucciso mercoledì scorso mentre si trovava con la fidanzata davanti a un pub di Colli Albani a Roma.  

"In ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari – si legge ancora nell’ordinanza - deve osservarsi come sussista il concreto pericolo di commissione di ulteriori gravi delitti con uso di armi o altri mezzi di violenza personale da parte di entrambi gli indagati, avuto riguardo alle modalità ed alle circostanze del fatto, nonché alla comprovata disponibilità di un revolver" scrive il gip per il quale "la volontarietà dell'omicidio quantomeno sotto il profilo del dolo eventuale, appare indiscutibile, tenuto conto dell'arma impiegata, della distanza ravvicinata, nonché della zona del corpo della vittima presa di mira nel corso di una rapina violenta".  

"In ordine alla sussistenza delle esigenze cautelari deve osservarsi che gli indagati hanno cercato di darsi alla fuga – si legge nel provvedimento - dopo aver appreso che i familiari di Del Grosso Valerio si erano presentati in commissariato e nel quartiere si era sparsa la voce del loro coinvolgimento nei gravi delitti". 

Il racconto di un testimone - C'è anche un testimone, citato nell'ordinanza di custodia cautelare in carcere, che conferma la versione della fidanzata di Luca, Anastasia, la quale ha detto di essere stata colpita alla testa prima dell'omicidio del ragazzo. Un testimone, "amico di Luca Sacchi, presente al momento dei fatti ha dichiarato di aver raggiunto verso le 23 circa nei pressi del pub John Cabot, l'amico Luca e la sua fidanzata Anastasia per trascorrere assieme la serata - scrive il gip - allontanatosi di qualche passo per telefonare notava giungere lungo via Bartoloni una vettura di colore grigio con strisce nere sui fianchi che parcheggiava pochi metri di distanza da Luca e Anastasia". "Scendevano due uomini (i due indagati in carcere, ndr.) entrambi con i capelli corti, uno dei quali indossava una tuta ginnica color nero, mentre l'altro con una tuta ginnica di colore chiaro che reggeva in mano una mazza di colore nero con una sfera all'estremità. I due uomini gridavano alla ragazza di consegnare loro lo zaino che aveva a tracolla e senza attendere la consegna quello con la tuta chiara la colpiva violentemente la testa". "Secondo il racconto dello stesso testimone - si legge - Luca Sacchi spingeva con forza l'assalitore, facendolo cadere; quindi quello con la tuta nera gli si avvicinava esplodendo ad un paio di metri di distanza un colpo che attingeva Luca alla testa; quindi i due rapinatori fuggivano immediatamente a bordo dell'autovettura sulla quale erano giunti, dileguandosi lungo via Mommsen".