Omicidio Sacchi, Del Grosso intercettato: "Glieli levo tutti e 70"

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"Sentime, a parte i scherzi, sto con un amico mio che conosci, bello fulminato! Ma se invece io vengo a prendeme quella cosa che mi hai detto ieri e glieli levo tutti e settanta? Vengo da te… te faccio un bel re…". Così in una intercettazione Valerio Del Grosso in carcere con Paolo Pirino per l'omicidio di Luca Sacchi parlando con Marcello De Propris, che ha fornito l’arma. Il riferimento è per gli inquirenti ai soldi visti nella zaino di Anastasiya. "Non puoi capire Marcè quanti sono...mi sta a partì la brocca di brutto", dice ancora.  

Alle 21,20 del 23 ottobre scorso (poche ore prima dell'omicidio, ndr) Del Grosso chiama De Propris che gli comunica che sta andando a prendere e confezionare la marijuana, che indica in modo convenzionale con il termine "gameboy". "A Frà... a Fratè... stamo a pija... stamo a far er gameboy e te dico... aspetta n'attimo... te chiamo io ... sto andà là", dice De Propris, secondo quanto risulta dalla richiesta di applicazione di misure cautelari avanzata dal Pm. "Sto a imballà (a confezionare la marijuana, ndr) - dice ancora De Propris - e je scrivo... damme er tempo che te chiamo dopo". "Nun famo cazzate eh? - gli dice Del Grosso prima di chiudere la chiamata - Non famo cazzate!". 

La sera dell'omicidio, alle 22,48, De Propris telefona a Del Grosso che in quel momento è arrivato nel quartiere Appio Latino e ha appena visto i soldi mostrati da Giovanni Princi necessari per acquistare la droga. "... Sto 'n attimo a perde tempo - gli dice - aspetta, rimani in linea... dico... è un po' ambigua la situazione, lo sai?... Non poi capì Marcè quanti so'... non poi capiì... me sta a partì la brocca proprio de brutto...". De Propris, nella stessa conversazione, ridendo dice testualmente a Del Grosso: "eh te stai a caga' sotto... te stai a caga' sotto" ed è a quel punto che Valerio Del Grosso replica: "Io invece voglio fa un casino", comunicando al sodale - continua il pm - di essere pronto all'azione.  

"Ho fatto una cazzata, ti devo parlare. Ieri sera verso le 23 ho sparato a una persona dalle parti di via Latina". Così Del Grosso parla quindi il giorno dopo il delitto con il suo datore di lavoro: "Stavamo facendo uno scambio di marijuana di quindici chili in cambio di settantamila euro, poi qualcosa è andato storto ed è iniziata la colluttazione prima con la ragazza presente e poi con gli altri, poi ho notato uno dei presenti mettere la mano nei pantaloni come per estrarre un’arma quindi, visto che anche io avevo con me una pistola, l’ho estratta e ho sparato nella sua direzione. Ti giuro che non volevo colpirlo. Poi ho preso da terra lo zaino contenente il denaro e insieme a Paolo siamo scappati. Scappo in Brasile, tanto abbiamo settantamila euro". 

LA FIDANZATA - E' la fidanzata di Del Grosso a spiegare ai carabinieri, che lo riporteranno poi nell'informativa, che De Propris era apparso molto contrariato per quanto aveva combinato Del Grosso, motivo per il quale i due avevano discusso con toni accesi. "Non ti si può dare niente in mano..." gli dice. "Va evidenziato il rischio per Marcello De Propris e per il padre (possessore della pistola, ndr) - scrive il pm nella richiesta di applicazione delle misure cautelari - che la propria arma, ormai collegata a un omicidio e dunque 'scottante', rimanesse ancora nelle mani di chi era noto a tutto il quartiere avere ucciso Luca Sacchi".