Omicidio Sacchi, Anastasiya in lacrime: "Colpita alla nuca, vidi Luca a terra"

Lorenzo Santucci
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21/11/2019 Roma. Rai. Trasmissione televisiva Porta a Porta, omicidio Luca Sacchi, nella foto il papa’ Alfonso Sacchi sullo sfondo un’ immagine della fidanzata del figlio Anastasiya Kylemnyk (Photo: Maria Laura AntonelliMaria Laura Antonelli / AGF)
21/11/2019 Roma. Rai. Trasmissione televisiva Porta a Porta, omicidio Luca Sacchi, nella foto il papa’ Alfonso Sacchi sullo sfondo un’ immagine della fidanzata del figlio Anastasiya Kylemnyk (Photo: Maria Laura AntonelliMaria Laura Antonelli / AGF)

“Sentii il colpo alla nuca e caddi a terra, non ricordo come mi rialzai. Andai da Luca, in quel momento non capivo cosa fosse successo. Ho visto solo le gambe di Luca, aperte, era steso a terra”. Questa la ricostruzione che, tra le lacrime, fornisce Anastasiya Kylemnyk, nell’aula dove si tiene il processo per l’omicidio di Luca Sacchi, suo fidanzato morto a Roma il 23 ottobre 2019. A processo anche Valerio Del Grosso e Paolo Pirino, i due ventenni autori materiali dell’aggressione, Marcello De Propris, che consegnò l’arma del delitto, il padre di quest’ultimo, Armando, accusato della detenzione della pistola.

“Quella sera” ha spiegato la ragazza davanti ai giudici della prima corte d’Assise ” Giovanni Princi (già condannato a 4 anni per cessione di droga in processo con rito abbreviato, ndr) ci disse che doveva fare un “impiccetto” per una moto, forse rubata. Mise nel mio zaino una busta marrone, come quelle del pane, con il bordo superiore arrotolata”. L’imputata ha affermato che nella prima denuncia, fatta quando non sapeva ancora che Sacchi era morto, aveva affermato “di essere andata a piedi al pub e non con la mia auto perché ero convinto che Princi avesse fatto qualcosa nella mia macchina. E ho pensato che se era successo quel casino c’era qualcosa che non andava e volevo che io e Luca rimanessimo fuori da questa storia”.

“Succede che io tenevo il cane e ho preso il telefono in mano avevo lo zaino con me ho fatto due o tre passi mi sono girata di spalle nei confronti del gruppo (eravamo tutti insieme su un muretto prima di entrare al pub)”, ricostruisce la ragazza. “Non so dire quello che è successo. Quello che ricordo è che ho sentito una forte compressione alla testa, sulla nuca esattamente, e mi sono piegata poco su me stessa, ma non ho capito che fosse dolore. Qualche secondo d...

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.