Omicidio Sacchi, ecco chi ha dato l'arma al killer

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E' Marcello De Propris il ragazzo di 22 anni finito in carcere con l’accusa di detenzione, cessione di sostanza stupefacente e concorso nell’omicidio di Luca Sacchi, ucciso con un colpo di pistola alla testa a Colli Albani nella notte tra il 23 e 24 ottobre scorso. Per gli inquirenti è stato il ventiduenne di San Basilio a fornire la pistola a Valerio Del Grosso e Paolo Pirino già in carcere per l'omicidio di Luca. 

Anche il padre di Marcello De Propris, Armando, eè stato arrestato nel corso dell’operazione sugli sviluppi dell’indagine sull’omicidio di Luca Sacchi. L’arresto è scattato in seguito alla perquisizione nella sua abitazione dove è stato trovato 1 kg di droga. Per lui i pm avevano chiesto una misura cautelare per la detenzione dell’arma non accolta però dal gip. 

"Il modus agendi del De Propris nella gestione sia della trattativa per la compravendita dello stupefacente sia nell'adesione e nella fattiva partecipazione alla rapina poi sfociata nell'omicidio, denotano una inveterata attitudine al delitto ed una freddezza che sembrano conseguenza di una professionalità che non può non refluire nel pericolo di reiterazione di delitti della stessa specie di quelli per cui si procede" scrive il gip Costantino Robbio nel motivare le esigenze cautelari. 

"De Propris ha mostrato di essere pronto con la stessa disinvoltura - si legge nell'ordinanza - sia a fornire in breve tempo un ingente quantitativo di stupefacente (...) sia le armi per il compimento di rapine in danno di altri gruppi criminali". Tutto questo, spiega ancora il giudice, insieme a "un altissimo e concreto rischio di reiterazione di delitti" che "impongono l'adozione della misura cautelare massima richiesta dal Pubblico Ministero".  

I MESSAGGI - Mezz'ora dopo l'esplosione del colpo di pistola alla testa di Luca Sacchi, Valerio Del Grosso chiama Marcello De Propris per informarlo del delitto appena compiuto. De Propris gli dà l'indirizzo di casa sua e l'indomani mattina gli invia un sms con il quale gli ricorda di portargli "la tuta", termine con il quale, spiega il pm nella richiesta di applicazione delle misure cautelari, indica convenzionalmente l'arma. "Mongoloide - scrive a Del Grosso - portame a tuta". 

LA FIDANZATA DI DEL GROSSO - E' la fidanzata di Del Grosso a spiegare ai carabinieri, che lo riporteranno poi nell'informativa, che De Propris era apparso molto contrariato per quanto aveva combinato Del Grosso, motivo per il quale i due avevano discusso con toni accesi. "Non ti si può dare niente in mano..." gli dice. "Va evidenziato il rischio per Marcello De Propris e per il padre (possessore della pistola, ndr) - scrive il pm nella richiesta di applicazione delle misure cautelari - che la propria arma, ormai collegata a un omicidio e dunque 'scottante', rimanesse ancora nelle mani di chi era noto a tutto il quartiere avere ucciso Luca Sacchi".