Omicidio Sacchi: la fidanzata di Del Grosso rivela il nascondiglio

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Proseguono le indagini sulla morte di Luca Sacchi, ucciso da un colpo di pistola alla testa. Sarebbe stata la giovane Giorgia D’Ambrogio, fidanzata di Valerio Del Grosso, a recarsi dalle forze dell’ordine e riferire quanto accaduto quella drammatica sera. Il quotidiano Il Messaggero ha riportato la deposizione della giovane in forma integrale: “Conosco Valerio Del Grosso da moltissimi anni, l’amicizia negli ultimi tre giorni si è trasformata in una relazione. Nella giornata del 23 novembre Valerio mi ha messaggiato dicendomi di voler uscire insieme per una passeggiata“.

Omicidio Sacchi: le parole della fidanzata del killer

Alle 23.15 circa – ha detto Giorgia D’Ambrogio – ho ricevuto uno squillo da parte sua che mi avvisava che era arrivato sotto la mia abitazione. Appena scesa ho visto Valerio che scendeva dall’autovettura Smart di colore bianca condotta e di proprietà di un nostro comune conoscente di nome Paolo Pirino. Una volta salutato, Valerio mi chiedeva se potevamo utilizzare per uscire la mia autovettura Fiat 500 come difatti facevamo. Durante l’uscita insieme a Valerio per diverse volte mi faceva fermare con la vettura per scendere e parlare con diversi nostri conoscenti. Non ho mai capito il contenuto dei loro dialoghi ma mi sono insospettita pensando comunque che fosse accaduto qualcosa di importante“. Il racconto della giovane prosegue poi con i dettagli della serata, fino a quando la giovane non chiede spiegazioni riguardo queste continue fermate: “Valerio mi ha riferito che mentre era in compagnia di Paolo Pirino, lo stesso aveva dato una bastonata a una persona, non specificandomi il motivo e il soggetto. Intorno alle 3 chiedevo a Valerio di essere accompagnata a casa, ma lo stesso mi chiedeva di andare a passare la notte con lui in hotel perché era meglio non tornarci a casa“.

La confessione

Agli inquirenti la giovane ha riferito che solo una volta arrivati in hotel il giovane ha aggiunto alcuni dettagli alla vicenda, senza però specificare cosa fosse realmente successo. Solo alle 20.30 del giorno successivo, quando la coppia si incontra con un terzo amico, emerge la verità: “Mentre eravamo intenti a parlare tra di noi, Manuel mi ha chiesto se ero a conoscenza di cosa fosse successo e cosa avesse combinato Valerio. Alla mia risposta negativa, Manuel mi raccontava dell’accaduto suggerendomi anche di andare a vedere su internet gli articoli sull’accaduto. Subito dopo chiedevo spiegazioni a Valerio. Lo stesso mi riferiva che aveva sparato in testa a una persona non specificandone le motivazioni“. Tutti gli amici, e la fidanzata, avrebbero quindi invitato Valerio ad andare a costituirsi ma lui avrebbe rifiutato intimando alla fidanzata di prenotare a suo nome un albergo dove poi la giovane lo ha accompagnato. “La stanza assegnata è risultata la numero 103” avrebbe poi detto la giovane agli inquirenti indicando anche il nome della struttura alberghiera dove l’uomo era nascosto.