Omicidio Sacchi: mistero su Anastasiya, spunta la pista della cocaina

Omicidio Sacchi, spunta un video che smentisce la fidanzata

Una compravendita di droga degenerata in rapina con omicidio, sembrerebbe questa la pista battuta nelle ultime ore dagli inquirenti per far luce sull’omicidio di Luca Sacchi, il 24enne ucciso mercoledì sera a Roma con un colpo di pistola alla testa. Secondo quanto riportato da La Stampa si infittisce sempre di più il mistero su Anastasiya Kylemnyk e il suo zaino rosa, rubato da Valerio Del Grosso e Paolo Pirino.

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Se nelle prime ore successive all’omicidio la rapina finita in tragedia era una delle ipotesi più accreditate, le indagini di carabinieri e polizia, coordinate dalla pm Nadia Plastina, avrebbero confermato che dietro l’uccisione di Sacchi ci sarebbe una compravendita di droga finita male. Dalle indagini emerge che la galassia di pusher intorno a Del Grosso e Pirino, accusati dell’omicidio, non tratterebbe marjuana come ipotizzato in un primo momento, bensì cocaina.

Secondo quanto riportato nell’edizione odierna del quotidiano torinese, all’interno dello zaino rosa di Anastasiya c’erano infatti 35mila euro (non 2mila come dichiarato da alcuni testimoni) in mazzette da 20 e 50 euro che sarebbero serviti a comprare un chilo di cocaina. Alla vista dei soldi i due, secondo le ricostruzioni, avrebbero provato a rapinare la giovane ucraina, senza però tenere in considerazione la reazione di Luca. Sacchi infatti, una volta vista aggredire Anastasiya da Pirino, avrebbe avviato una colluttazione col 21enne, poi Del Grosso avrebbe esploso un colpo dalla P38 colpendolo alla nuca.

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L'autopsia sul corpo del 24enne ha rilevato delle lesioni agli arti superiori e inferiori procurate probabilmente da un oggetto contundente compatibile con una mazza da baseball. Un mistero che Anastasiya Kylemnyk, che verrà interrogata nuovamente nelle prossime ore, dovrà chiarire.

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I rapporti tra la famiglia Sacchi e Anastasiya, intanto, si sarebbero allentati vistosamente nelle ultime 48 ore per via del comportamento dell’ucraina considerato dai legali dei Sacchi troppo ambiguo. Domani pomeriggio, all’Appia Park Hotel, il padre di Luca romperà il silenzio. Gli avvocati hanno già chiarito che nelle parole del padre di Sacchi non ci sarà alcuna difesa di Anastasiya perché farlo, secondo quanto riportato da ll Messaggero, sarebbe “impossibile a livello morale”.