Omicidio Scazzi, il medico legale in aula: "Sarah è stata strangolata con una cinta"

Taranto, 3 lug. - (Adnkronos) - E' cominciata con la deposizione del medico legale incaricato dalla Procura della Repubblica, il professor Luigi Strada la 19esima udienza del processo in Corte di Assise a Taranto per l'omicidio della 15enne Sarah Scazzi avvenuto il 26 agosto del 2010 ad Avetrana.

Il professor Strada ha iniziato spiegando perché è giunto alla conclusione che l'arma del delitto sia stata una cintura e non una corda. Inoltre in aula è stato proiettato un video che il professionista ha illustrato, nel momento in cui in carcere Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, subito dopo il suo arresto il 7 ottobre del 2010 simulò, con il medico legale nel ruolo di vittima, il modo in cui aveva avvolto la corda intorno al collo della vittima per strangolarla nella simulazione venne usato un foulard. Per due volte Michele Misseri, posto alle spalle del professore, avvolge il foulard iniziando dalla parte posteriore del collo e solo la terza volta inizia dalla parte anteriore.

"Nel reperto non risulta un doppio giro", ha affermato il professore. Inoltre compiendo l'operazione in quel modo e cioè iniziando da dietro "ci sarebbe stato bisogno di più tempo", ha concluso. In sostanza Michele Misseri avrebbe sbagliato le prime due simulazioni facendo sorgere qualche dubbio che fosse stato lui effettivamente a strangolare la ragazza.

In aula presenti la madre della vittima e le due imputate. Il professor Strada, rispondendo ai legali delle parti civili, ha detto che le ferite rilevate sul collo della vittima escludono che chi l'abbia strangolata "abbia fatto un doppio giro" con qualsiasi arma sia stata utilizzata, corda o cinta. Inoltre, "il capo era integro, quindi non presentava alcuna frattura".

L'avvocato Franco Coppi, uno dei legali di Sabrina, ha fatto notare a Strada che in realtà, nella prima simulazione filmata in carcere, il giro del foulard è iniziato dalla parte anteriore del collo ma, ha precisato Strada, Misseri ha fatto un doppio giro "non compatibile con le ferite". L'altro argomento su cui si sono soffermate le domande della difesa ha riguardato la possibile modificazione del solco ritrovato sul collo. Il professor Strada ha spiegato che, nonostante la lunga permanenza in acqua, la forma del solco non ha subito modificazioni significative.

L'avvocato Coppi ha obiettato, inoltre, che la posizione dei compressori persenti nel garage in occasione del sopralluogo del 25 ottobre fosse esattamente la stessa in cui erano due mesi prima, e cioè nel giorno dell'omicidio. Si è poi discusso a lungo delle cicatrici trovate sul braccio di Michele Misseri, una poco significativa, l'altra, invece, più profonda. Strada ha fatto risalire la ferita a 40 giorni prima dall'arresto di Michele. Nella prima relazione, del 7 ottobre, la riteneva compatibile con una unghiatura. Nella seconda relazione, del 25 ottobre, anche in base ad alcune affermazioni dell'uomo, il medico legale l'aveva attribuita alla punta di un sarmento di un uliveto 'a becco di flauto'. Strada ha ammesso che nella prima occasione ha commesso "un errore" poiché la cicatrice è "più lunga di quella che può essere causata da un'unghia".

All'udienza è saltata la deposizione di due testimoni: la commessa del fioraio, Vanessa Cerra, e il marito, Giovanni Cucci. Pur presenti, i due non sono stati ascoltati e, per un accordo tra tutte le parti, sono state date per acquisite alcune sommarie informazioni testimoniali rese in precedenza (il 23 ottobre e il 27 ottobre del 2010) e per rogatoria (il 27 giugno del 2011 per quanto riguarda la prima e il 27 ottobre del 2010 per il secondo).

Valentina Misseri. ''Sono convinta che mio padre ha ucciso Sarah, purtroppo'', ha detto Valentina Misseri, sorella di Sabrina, rispondendo alle domande dell'avvocato Coppi. ''Nei colloqui in carcere - ha aggiunto - ha sempre affermato che era stato lui l'assassino. Ha ribadito sempre la prima versione''.

Rispondendo a una domanda sui motivi per i quali ''a un certo momento ha accusato Sabrina e poi ha ritrattato la ritrattazione'', ha chiesto l'avvocato, Valentina ha spiegato che ''la prima volta che aveva accusato Sabrina, aveva preso dei farmaci. E poi non ricordava niente ma ricordava che qualcuno le ha dato dei panini''.

A una domanda precisa dell'avvocato Coppi, Valentina ha risposto che in pratica è stato l'avvocato Galoppa, l'ex difensore d'ufficio ma per un periodo anche di fiducia, di Michele Misseri, a ''suggerire di accusare Sabrina. Poi ha cambiato versione quando ha cominciato a vedere la tv e ha conosciuto quello che riportavano i giornali e quello che diceva Galoppa che parlava delle pressioni mie e di mia madre''. Quindi ha confermato la versione sul fatto che Sarah ''aveva il cellulare in mano al momento dello strangolamento. Poi il telefonino è caduto e si è aperto quando ha perso i sensi. Quindi ha detto di aver coperto Sarah con un cartone''.

Rispondendo, invece, a una domanda del pubblico ministero Mariano Buccoliero, Valentina ha detto che che non vi è stata alcuna lite tra Sabrina e Sarah la sera prima dell'omicidio.

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