Omicidio Scazzi, sorella Cosima in aula parla di presunte molestie Misseri

Taranto, 13 mar. (Adnkronos) - E' finito poco fa l'interrogatorio piu' importante nell'ambito della nona udienza del processo davanti alla Corte di Assise del Tribunale di Taranto per l'omicidio della 15enne di Avetrana Sarah Scazzi, quello della zia Emma Serrano. Si tratta della sorella di Cosima Serrano, imputata e detenuta insieme alla figlia Sabrina Misseri, con le accuse di concorso in omicidio volontario, sequestro di persona e soppressione di cadavere. La deposizione e' durata circa un'ora e mezza.

La donna, incalzata dalle domande dei pm e dei difensori, si e' soffermata sulle presunte molestie che Michele Misseri, padre di Sabrina e marito di Cosima, avrebbe rivolto nei confronti di una donna, forse una parente, anche se non le ha sapute collocare bene nel tempo. Poi ha parlato del rapporto tra la sorella Concetta Serrano Spagnolo, madre della vittima, e l'altra sorella Cosima.

A quest'ultima Emma e' rimasta piu' vicina sin dopo il primo arresto di Sabrina ma anche dopo i nuovi arresti di madre e figlia. La teste ha affermato che le relazioni in famiglia prima di questi fatti erano buone e che la questione dell'eredita' dei loro genitori non aveva creato tensioni, tanto che, quando i carabinieri chiedevano di sentire da sola Concetta in caserma, tutte e tre avrebbero chiesto di essere presenti perche' per loro era la stessa cosa.

La donna ha negato che nel periodo della scomparsa ci fossero sospetti sulla badante rumena di casa Scazzi, Ecaterina Pantir, parte lesa nel processo per le calunnie che Sabrina le avrebbe rivolto, anche se il procuratore aggiunto Pietro Argentino le ha ricordato un verbale di testimonianza a sommarie informazioni durante il periodo della scomparsa di Sarah, risalente al 26 agosto del 2010, in cui la stessa Emma avanzava dei dubbi sulla collaboratrice domestica.

Infine ha detto di essere stata convinta che Sarah non sarebbe mai scesa in garage. E di averlo detto a Cosima durante il periodo delle ricerche. Molti i 'non ricordo' sulla visita che, insieme a Cosima, fece a gennaio 2011, cioe' durante le indagini, al cognato di quest'ultima, Carmine Misseri, imputato per concorso in soppressione di cadavere, durante il quale la stessa Cosima tiro' fuori un telefonino di Sabrina cercando di farlo accendere all'uomo ma quest'ultimo, insospettito per una possibile trappola, si sarebbe rifiutato proprio per non compromettersi come non avrebbe accettato la proposta di estrarre un altro telefonino incastrato nell'auto di famiglia.

Oggi sono previste altre testimonianze quella di un carabiniere, quella di una cliente di Sabrina che gia' e' stata ascoltata dalla Corte, quella dell'ex proprietario del fondo di contrada 'Mosca' dove Michele Misseri seppelli' il cadavere (all'interno di un pozzo) e quella del datore di lavoro di Cosima.

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