Omicidio Varese, procura: "Da gip sì a incontro, pericolosità non riconosciuta"

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Omicidio di Varese, "il giudice per le indagini preliminari", scrive la procura in una nota, "ha accolto la richiesta (del pm, ndr.), peraltro ravvisando solo un rischio di inquinamento probatorio, attesa la ritenuta necessità di chiarire la dinamica della lite e, successivamente, ha autorizzato incontri del detenuto con la moglie e il figlio".

"Di fronte a questa tragedia, a questo gesto sconvolgente, impensabile, ingiustificabile, non possiamo che esprimere la nostra vicinanza alla mamma del piccolo Daniele e impegnarci ancora di più contro la violenza" aggiunge la procuratrice di Varese, Daniela Borgonovo. Davide Paitoni, l'uomo in carcere per l'omicidio del figlio di 7 anni, era noto in procura a Varese per il fascicolo sul tentato omicidio di un collega di lavoro, procedimento su cui sono in corso indagini preliminari. "Il 26 novembre scorso, nel corso di una lite degenerata in colluttazione, il Paitoni avrebbe estratto un coltello e colpito il collega", si precisa in una nota della procura.

Dopo l'arresto in flagranza da parte della polizia giudiziaria, il pubblico ministero "ha qualificato il fatto come tentato omicidio e ha chiesto, unitamente alla convalida dell'arresto, l'applicazione della misura cautelare degli arresti domiciliari, sul presupposto della ritenuta pericolosità sociale dell'indagato, anche per precedenti denunce", precisa la nota del procuratore Daniela Borgonovo. Si tratta di denunce per lesioni e minacce, presentate a marzo e aprile scorso, dalla moglie e dal suocero e legate al conflitto familiare scaturito dalla decisione della donna di separarsi".

Davide Paitoni deve rispondere di omicidio "con l'aggravante della premeditazione e della commissione contro un discendente" ed averlo commesso per "motivi abbietti". Inoltre, il 40enne di Morazzone (Varese) deve rispondere del tentato omicidio aggravato della moglie da cui si stava separando. Lo si apprende da fonti giudiziarie.

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