Omicidio Willy Monteiro, il pm: “50 secondi di sofferenza incredibile”

Fratelli Bianchi
Fratelli Bianchi

Durante la sua requisitoria presso l’aula della Corte d’Assise del Tribunale di Frosinone, il pm Francesco Brando ha fornito alcuni dettagli sull’omicidio di Willy Monteiro consumatosi nella notte tra il 5 e il 6 settembre 2020 a Colleferro. L’uomo ha parlato di “un’aggressione becera e selvaggia in cui la vittima ha subito colpi micidiali.

Omicidio Willy Monteiro: parla il pm

Nell’evidenziare che secondo lui si tratta di un omicidio doloso, volontario e non preterintenzionale, Brando si è soffermato sui fratelli Marco e Gabriele Bianchi (accusati di aver ucciso il giovane) definendoli soggetti conosciuti per la loro pericolosità. I due hanno infatti utilizzato la loro prestanza fisica, frutto della pratica di MMA – il più violento tra gli sport di contatto -, come arma per imporsi e prevaricare sui soggetti con cui sono entrati in contatto. In questo modo “annientavano il contendente e lo mettevano in una condizione di impossibilità di reagire, senza pensare alle conseguenze dei colpi e indifferenti alla minorata difesa della vittima“.

Anche Samuele Cenciarelli, ha continuato il magistrato, quella notte venne colpito con un calcio alla gola che lo fece rimanere senza fiato. “I calci vengono dati intenzionalmente a parti sensibili del corpo. Colpi tecnici, violentissimi, dati per provocare conseguenze gravissime“, ha aggiunto.

Omicidio Willy Monteiro, il pm: “Colpi micidiali”

Brando ha quindi ricostruito i dettagli di quanto ha dovuto subire Willy. Tutto è iniziato con un calcio al petto a cui è seguita un’aggressione sinergica, con Mario Pincarelli e Francesco Belleggia che si sono uniti ai Bianchi procedendo come una falange. “50 secondi a subire quei colpi micidiali è un’eternità, una sofferenza incredibile“, ha concluso.

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