Omicron, Battiston: "Nuove regole o ci sarà lockdown di fatto"

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(Photo by Jin Mamengni/Xinhua via Getty Images)
(Photo by Jin Mamengni/Xinhua via Getty Images)

"Ci troviamo di fronte a un problema che ci ha colti di sorpresa: come gestire la rapidissima diffusione di Omicron senza chiudere tutto. Il rischio è che, applicando alla nuova variante le norme sulla quarantena e gli isolamenti fiduciari pensate in un'altra fase della pandemia, ci si ritrovi in un lockdown generalizzato di fatto, ma non deciso per decreto come quelli del 2020 e non calibrato sulla tenuta del sistema economico". 

Lo sottolinea, nelle interviste a Repubblica e La Stampa Roberto Battiston, professore di Fisica all'Università di Trento, che invita a rivedere le norme su quarantena e isolamento. Nel suo monitoraggio quotidiano dei numeri Covid in Italia, negli ultimi tre giorni, ha visto esplodere la variante Omicron: "A Natale rappresentava il 40% dei casi, presto soppianterà la Delta".

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Le conseguenze, sia sanitarie sia economiche, preoccupano: se l'Italia replicasse i numeri del Regno Unito, sarebbe positivo un abitante su dieci. Considerando una media di quattro contatti per contagiato, c'è il rischio che a scopo precauzionale metà degli italiani sia tenuta in casa. "E' un tema serio, che ci ha preso in contropiede", ammette Battiston, "È la prima volta da inizio pandemia che la frazione di positivi può diventare confrontabile alla popolazione complessiva. Per questo è auspicabile che siano riviste le norme su quarantena e isolamento, o rischiamo di ritrovarci in una sorta di lockdown non voluto. Inoltre il codice dei colori per le Regioni è stato concepito per una epidemia di intensità contenuta, non per l'impatto di Omicron nel contesto di una porzione ancora troppo consistente di non vaccinati".

Ma è giusto e coerente "bloccare" tutti coloro che hanno avuto un contatto con un infetto, vaccinati compresi? "I dati ci dicono per ora che le due dosi più il booster proteggono abbastanza dall'infezione, e quindi, ovviamente, dalla malattia grave. Un livello di protezione che si abbassa un po', per l'infezione, in chi non ha fatto la terza dose. Ma il vero problema resta quel 10 per cento di adulti non vaccinati. Sono poco meno di sei milioni di persone e se Omicron, vista la sua alta capacità di diffusione, colpisse in modo sistematico ci ritroveremmo con migliaia di vittime e un sistema sanitario in tilt. Insomma, una nuova Bergamo, ma su scala nazionale".

In merito alle conseguenze meno gravi della nuova variante, "a quanto so", chiarisce Battiston, "la questione è ancora controversa. Ho letto che gli studi circolati nelle ultime ore sono frutto di ricerche fatte in laboratorio e non ancora sui casi reali. Nel Regno Unito sembrava che il numero di ricoveri in Rianimazione non avesse subito un'impennata per Omicron, ma negli ultimi giorni i numeri hanno preso a salire. E comunque, anche se fosse più lieve delle prime varianti, la sua capacità di colpire milioni di persone non vaccinate preoccupa".

È "ancora presto" per affermare se i numeri italiani svelano un collegamento tra diffusione di Omicron e ricoveri. "Sappiamo che tra l'infezione e i sintomi gravi possono passare anche due settimane. Ne capiremo di più a inizio gennaio". Secondo il professore, comunque, il lockdown per i non vaccinati "sembra effettivamente l'unico strumento a portata di mano per contenere gli effetti sanitari su valori accettabili. Ma non necessariamente la diffusione del contagio, perché sappiamo che i vaccinati possono essere, anche se in misura minore, portatori di Omicron. Le tre dosi proteggono dal contagio di Omicron al 75 per cento, ma al momento solo il 30 per cento degli italiani ha fatto la terza dose. Questo significa che il 22 per cento (30 per cento per 75 per cento) è teoricamente fuori dalla catena dei contagi: il restante 78 per cento può partecipare alla diffusione del virus. E qui il tema da sanitario diventa economico: se cioè, bloccando chi a causa di un contatto rischia di diventare portatore, non finiamo per fermare, in modo non programmato, gran parte del Paese".

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Ma, conclude Battiston, non significa che i vaccini non sono poi così efficaci, "al contrario, stanno facendo un lavoro enorme di protezione. Se fossimo tutti vaccinati con il booster la variante Omicron si potrebbe probabilmente derubricare ad una seria influenza. Ma il fatto che quasi sei milioni di italiani non abbiano alcuna protezione la rende invece una minaccia serissima. Il problema non sono i vaccinati, ma chi il vaccino non l'ha fatto. E comunque, indipendentemente dalle scelte individuali, vista la crescita in atto, la priorità assoluta resta evitare forti picchi di contagi, particolarmente temibili tra i non vaccinati".

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