"Omicron in Campania è più diffusa". De Luca spiega perché chiude le scuole

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Vincenzo De Luca, the Democratic Party (PD) candidate for president of the southern Campania region, leaves the polling booth to cast his ballot at a polling station  in Naples, May 31, 2015. Sunday's ballots in seven regions and more than 1,000 municipalities, which follow a bruising series of parliamentary battles over Italian Prime Minister Matteo Renzi's reform agenda, will be his biggest test since a triumph in last year's European elections. REUTERS/Ciro De Luca  (Photo: Ciro Luca via Reuters)
Vincenzo De Luca, the Democratic Party (PD) candidate for president of the southern Campania region, leaves the polling booth to cast his ballot at a polling station in Naples, May 31, 2015. Sunday's ballots in seven regions and more than 1,000 municipalities, which follow a bruising series of parliamentary battles over Italian Prime Minister Matteo Renzi's reform agenda, will be his biggest test since a triumph in last year's European elections. REUTERS/Ciro De Luca (Photo: Ciro Luca via Reuters)

La variante Omicron ”è estremamente diffusa” in Campania in misura “nettamente superiore alla media nazionale”. E’ una delle ragioni per le quali l’Unità di crisi della Regione Campania ha ritenuto di rinnovare le misure anti assembramento come il divieto di consumo di alcol in aree pubbliche dalle 22 alle 6 e introdurre nuove misure anti Covid quali la chiusura delle scuole fino al 29 gennaio.

La posizione dell’unità di crisi è riportata nell’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca con la quale si dispone fino al 29 gennaio la sospensione delle attività didattiche per asili, elementari e medie nonché la stretta sul consumo di alcol. L’unità di crisi della Regione Campania ha segnalato che “nelle ultime due settimane i contagi sono aumentati considerevolmente nella fascia 0-44 anni e anche i decessi sono in aumento. La circolazione del virus nei giovani è ormai estremamente ampia”.

Con riferimento alla Campania “l’Rt risulta attualmente pari a 1,61, con gli indicatori di sorveglianza che disegnano per la Campania uno scenario di tipo 4, con un’incidenza complessiva di 1.511/100.000, e con proiezione di oltre il doppio, con Rt pari a 2,25 per la settimana prossima, con conseguente previsione di un enorme aumento dell’impatto sulle degenze Covid”. Inoltre “i prelievi delle acque reflue attestano che la variante Omicron è estremamente diffusa sul territorio regionale, in misura nettamente superiore alla media nazionale, con conseguente ampia velocità di diffusione dei contagi”.

Stop ai ricoveri non urgenti

Stop ai ricoveri programmati e alle attività di specialistica ambulatoriale non urgenti nelle strutture sanitarie pubbliche della Campania dal 10 gennaio. E’ quanto disposto dall’Unità di crisi della Regione Campania con un provvedimento adottato “al fine di consentire una rapida ottimizzazione dell’organizzazione ospedaliera per fronteggiare la situazione pandemica”, di “impegnare il personale sanitario pubblico e convenzionato in via prioritaria alla gestione dei pazienti Covid” e ravvisata “la necessità garantire la disponibilità di un più adeguato numero di posti letto sia nella degenza medica che chirurgica da dedicare ai pazienti affetti da Covid-19”.

L’attuale situazione pandemica in Campania, si legge nel testo dell’ordinanza firmata ieri dal presidente della Regione Campania Vincenzo De Luca, “sta registrando picchi di contagio da Covid-19 che stanno provocando crisi evidenti nella risposta assistenziale delle strutture sanitarie pubbliche”.

Questo articolo è originariamente apparso su L'HuffPost ed è stato aggiornato.

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